M5S, il predellino di Conte: "Programma non resta chiuso nel cassetto"

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Resta in campo, il suo progetto politico "non resterà chiuso nel cassetto". E questo con o senza il Movimento 5 Stelle. Il 'predellino' di Giuseppe Conte arriva dopo l'ennesimo colpo di scena: un video in cui Beppe Grillo rivendica di essere il "papà" dei 5 Stelle e non il "padre padrone" evocato da Conte, assicura di aver agito sempre "col cuore, con l'anima e l'intelligenza", e punta il dito contro l'ex premier raccontando la sua verità. Innanzitutto di essere stato escluso dalla stesura dello statuto, a detta del fondatore 'Conte-centrico', ma anche di essere stato fatto fuori, messo da parte e di aver chiesto semplicemente di mantenere le sue prerogative di garante. Ma la versione di Conte è un'altra e la racconta a muso duro. "Io ho sempre rispettato e continuerò a rispettare Beppe Grillo, gli chiedo solo di non dire falsità sul mio conto e sul mio operato", tuona l'ex premier parlando con i giornalisti sotto la sua abitazione, a due passi da Palazzo Chigi. Il giurista pugliese rincara la dose contro Grillo: "Ha chiesto più di una diarchia politica", e si dice pronto a pubblicare la fitta corrispondenza tra i due, se il fondatore del Movimento sarà d'accordo.

Ora tutti si domandano in cosa si tradurrà la sua discesa in campo: un partito tutto suo oppure attestarsi la guida del Movimento, sfilandola a Grillo? Nelle chat dei parlamentari - che in serata si riuniscono alla Camera e al Senato per fare il punto della situazione - dal mattino rimbalza l'articolo 8 dell'attuale statuto, che prevede la 'sfiducia' del garante, votata dal collegio di garanzia e poi approvata dall'assemblea degli iscritti. Non si arriverà a tanto, ma il fatto che in tanti evochino la possibilità di mettere da parte Grillo dice tanto, tantissimo, sullo stato del Movimento. La speranza dei big è che Conte possa restare a capo dei 5 Stelle, consentendo alla base di votare lo statuto, il progetto che ha realizzato in questi 4 mesi. Ma la strada è strettissima. Perché a quel punto convivere con Grillo sarebbe davvero complicato, ma già mettere al voto lo statuto aprirebbe una nuova guerra: su quale piattaforma? Ecco perché, mentre i volti storici del Movimento sognano di tenere insieme Conte e le 5 Stelle, la strada più percorribile appare ancora il partito di Conte. Una via che lo stesso ex premier non avrebbe voluto percorrere.

"Se resto in campo? Sicuramente c'è tanto sostegno dai cittadini, abbiamo fatto un progetto politico, ho lavorato 4 mesi a questo progetto e non vedevo l'ora di condividerlo... Questo progetto politico evidentemente non lo voglio tenere nel cassetto, perché non può essere la contrarietà di una singola persona a fermare questa proposta politica che ritengo ambiziosa e utile anche per il Paese", annuncia l'ex presidente del Consiglio.

In Parlamento è già partita la 'conta' tra gli eletti M5S, ovvero chi resta con Beppe e chi, invece, sarebbe pronto a fare le valigie per un partito 'contiano'. Il partito di Conte sembra essere già 'realtà', o almeno lo è nei gruppi parlamentari, dove diversi eletti vengono 'sondati'. A Palazzo Madama il numero più alto di seguaci dell'ex premier: su 75 senatori, l'80% sarebbe dalla parte dell'avvocato di Volturara Appula. Stando almeno a fonti molto vicine a Conte. Ma anche a Montecitorio, dove il giurista sembra avere meno fedelissimi, il 50% dei deputati - su un totale di 161 eletti - starebbe con Conte. Tra Montecitorio e Palazzo Madama, Conte potrebbe dunque puntare su circa 140 parlamentari. Questo almeno secondo i calcoli dei suoi sostenitori, perché la partita non è semplice né tantomeno immediata.

Intanto ai vertici del Movimento si registra un altro strappo, quello tra il reggente Vito Crimi e Grillo. Per il senatore, che arriva a minacciare l'addio al M5S (così come Roberta Lombardi), il voto per il Comitato direttivo indetto da Grillo "non potrà avvenire sulla piattaforma Rousseau, poiché questa è inibita al trattamento dei dati degli iscritti al Movimento. Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy". La replica del comico genovese non lascia scampo: Crimi deve autorizzare il voto su Rousseau entro 24 ore, in caso contrario sarà "ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al Movimento". La vicepresidente del Senato Paola Taverna, tra i parlamentari più vicini a Conte, in un post su Facebook chiede che gli iscritti si esprimano sulla proposta dell'ex premier con un voto online. Di sera deputati e senatori si vedono in due riunioni distinte a Montecitorio e a Palazzo Madama per analizzare lo stallo politico e si ritrovano divisi: c'è chi accusa Grillo di aver mandato all'aria il progetto di Conte e chi invece critica le mosse dell'ex premier. Per trovare il bandolo della matassa - questa è la sensazione di molti - occorreranno ancora altri giorni.

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