M5s inizia a dividersi tra chi vuole riallacciare il dialogo con Renzi e chi no

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
Italy's Foreign Minister Luigi di Maio and Italy's Justice Minister Alfonso Bonafede attend an anti-government protest held by Italy's 5-Star Movement in Rome, Italy, February 15, 2020. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli / Reuters)
Italy's Foreign Minister Luigi di Maio and Italy's Justice Minister Alfonso Bonafede attend an anti-government protest held by Italy's 5-Star Movement in Rome, Italy, February 15, 2020. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli / Reuters)

Ribolle il Movimento, c’è chi vuole riaprire un dialogo con Matteo Renzi e chi invece chiude ogni porta. Di certo il premier Giuseppe Conte sta scrivendo il discorso che pronuncerà lunedì alla Camera e martedì al Senato, ed è deciso ad andare fino in fondo, fino alla conta, per vedere se verrà fuori la pattuglia dei ’Costruttori’, così il premier preferisce chiamarli, in suo soccorso.

Nei 5Stelle chi ha gestito la trattativa con i ’responsabili’, con coloro cioè dovrebbero salvare il governo Conte II dopo l’abbandono di Italia Viva, ora è finito sotto accusa. Si guarda il pallottoliere ma i calcoli non tornano: “Non ce la facciamo, non abbiamo i numeri e non possiamo governare con i transfughi”. Nel mirino finiscono il sottosegretario Riccardo Fraccaro e il capo delegazione Alfonso Bonafede che in un filo diretto con il premier Conte hanno provato a rintracciare potenziali senatori da arruolare.

Ma niente da fare, la trattativa sembra non stia decollando, come spiega un componente grillino dell’esecutivo: “A Mastella non puoi offrire le briciole”. E infatti ecco il leader dell’Udeur: “Mi tiro fuori”. Anche l’Udc di Lorenzo Cesa ha ufficialmente declinato l’invito ed è così che verso l’ora di pranzo scatta il panico tra i pentastellati: “Dobbiamo tornare a parlare con Renzi”. Lo dice chiaramente anche la deputata Federica Dieni: “Serve che ognuno faccia un passo indietro”. Crimi e Bonafede su tutte le furie riuniscono il direttivo dei gruppi. E al termine del quale diffondo una nota celandosi dietro la dicitura fonti. Si legge: “Ribadita la compattezza intorno a Conte, non è in discussione l’impossibilità di qualunque riavvicinamento con Renzi”.

Tutto ciò si intreccia anche con una resa dei conti interni. Un governo Conte ter o u...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.