M5s, l’ultimatum: “No all’aumento dell’Iva o cade il governo”

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La Nadef è stata approvata, ma continua il dibattito all’interno della maggioranza sulle misure da introdurre nella manovra economica di ottobre. Terreno dello scontro è, in particolare, il l’aumento dell’Iva, tema su cui il M5s ha lanciato un ultimatum minacciando di mettere a rischio la tenuta del governo giallorosso. I pentastellati, in una nota diffusa a tutte le agenzie stampa, lamentano la poca chiarezza sull’argomento, che resta “uno dei principi fondanti” dell’esecutivo.

M5s contro l’aumento dell’Iva

Nonostante Giuseppe Conte abbia annunciato con entusiasmo che “abbiamo trovato le risorse” per la manovra e, insieme al ministro Roberto Gualtieri, abbia presentato la nota di aggiornamento al Def, “ancora oggi sui giornali sentiamo parlare di ‘rimodulazione‘ dell’Iva”, si legge nella nota del Movimento. “Lo ribadiamo per l’ennesima volta: no a giochini e giri di parole, l’Iva non deve aumentare. Questo governo nasce su due principi fondanti: il blocco dell’Iva e il taglio dei parlamentari. Se uno dei due viene meno, allora si perde il senso di questo governo”.

“L’Iva non sia tabù”

Per Laura Castelli, viceministro dell’Economia e deputata M5s, “il problema dell’aumento dell’Iva esiste” e lo dimostra proprio il dibattito innescato nelle ultime settimane. “Non è ragionevole che sulle patatine fritte ci sia l’imposta al 4% o che sia al 10% sui prodotti da collezione”, continua la pentastellata. “Non ci devono essere tabù, anche perché ci sono aliquote che devono scendere”.

Le fa eco il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia (Pd): “Le rimodulazioni Iva si faranno perché oggi in questa imposta ci sono situazioni ingiuste. Siamo la sinistra, non la destra. Io posso pure accettare che Salvini lanci slogan vuoti contro un’Iva più giusta. Lui fa così. Ma mi dispiace e mi fa riflettere che lo faccia Renzi: da che parte sta?”.