M5s Lombardia: voto contrario per il nuovo regolamento nidi

Mda

Milano, 26 feb. (askanews) - "Dopo il gruppo di lavoro sul nuovo regolamento per gli asili nido rimangono molte perplessità che ci impongono a dare un parere negativo al testo arrivato in commissione questa mattina". Lo ha affermato dopo il voto sul nuovo regolamento nidi di Gregorio Mammì, consigliere regionale lombardo del Movimento 5 Stelle, secondo cui "il rapporto educatore bambino deve rimanere 1 a 8 durante tutto l'orario di apertura del servizio, non è pensabile di inserire i volontari nell'organigramma degli asili. La nuova delibera, invece, prevede che il rapporto possa essere portato a 1 a 10 per tutte le ore eccedenti alle 7 educative. Il volontariato - ha osservaqto - è una cosa nobile ma non può sostituire il lavoro di professionisti formati per occuparsi dei più piccoli".

"Avevo chiesto il ritiro di questo punto all'ordine del giorno - ha aggiunto - per dare la possibilità ai sindacati di poter ancora esprimere le loro forti perplessità riguardo la presenza dei volontari negli asili nido, infatti, era prevista una manifestazione settimana prossima, ma non è stata accolto".

Sul testo Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti) si è astenuta: "È stato fatto un lavoro importante di ascolto e revisione del precedente testo da parte della commissione sanità, che ha accolto anche molte delle mie proposte di modifica. Per esempio il mantenimento del doppio operatore, quale garanzia di qualità del servizio, o l'impiego di volontari qualificati, nell'ottica della salvaguardia di uno dei progetti educativi fondamentali per i bambini. E' stata inoltre accettata - ha aggiunto - la mia richiesta di considerare l'età dei bambini da 3 mesi a 3 anni, anziché 36 mesi, per evitare il rischio escludere un bambino dalla fruizione del nido al compimento dei 36 mesi a metà anno".

"Mi sono astenuta - ha spiegato - perché il parere licenziato dalla Commissione continua a considerare gli asili nido come un servizio socio-assistenziale-sanitario a supporto delle famiglie, quindi controllato dalle ATS, come nel 2005. Una sorta di 'parcheggio' per i piccoli, anziché considerarlo come un vero e proprio servizio educativo, in un continuum evolutivo e pedagogico da 0 a 6 anni che precede la scuola primaria, come da normativa nazionale del 2017".