M5S, 'morosi' sotto la lente dei probiviri: ecco chi rischia

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di Antonio Atte  

Morosi 5 Stelle sotto la lente di ingrandimento del collegio dei probiviri. In queste ore, l'organo pentastellato (formato da Jacopo Berti, Fabiana Dadone e Raffaella Andreola) sta analizzando i casi dei deputati M5S non in regola con le rendicontazioni. Le sanzioni, come trapelato nei giorni scorsi, saranno proporzionali ai mesi di ritardo dei versamenti. Rischia l'espulsione chi non rendiconta da un anno esatto. Stando al sito tirendiconto.it, alla Camera la 'scure' dei probiviri potrebbe dunque abbattersi su: Nicola Acunzo, Nadia Aprile, Flora Frate, Paolo Niccolò Romano, Andrea Vallascas. Per quanto riguarda il Senato, le caselle delle restituzioni a partire da gennaio 2019 sono ancora vuote nel caso di: Cristiano Anastasi, Vittoria Bogo Deledda, Alfonso Ciampolillo, Luigi Di Marzio, Fabio Di Micco, Mario Michele Giarrusso. L'ulltimo strappo si è consumato oggi a Montecitorio con l'addio al M5S del deputato Santi Cappellani (il cui nome è stato rimosso dalla lista degli eletti su tirendiconto). 

La procedura disciplinare, come da statuto, prevede che all'apertura di procedimento seguano 10 giorni per le controdeduzioni dei parlamentari interessati. Ma c'è chi contesta la composizione del collegio dei probiviri, come il senatore Gianluigi Paragone, espulso all'inizio del nuovo anno per non aver votato la legge di bilancio. Per il giornalista, Fabiana Dadone "è incompatibile: non puoi - ha ripetuto nei giorni scorsi il senatore - essere nel collegio dei probiviri ed essere anche ministro". 

APRILE - "Non temo l'espulsione, ho già avuto modo di chiarire la mia posizione", dice all'Adnkronos Nadia Aprile. In una nota, giorni fa, la parlamentare ha spiegato di aver sospeso le rendicontazioni in attesa di "chiarimenti" sul Comitato per le rendicontazioni, in modo da "valutare la correttezza dell'operato dello stesso". 

ACUNZO - "La questione restituzioni è una iniziativa onorevole che mi ha avvicinato al M5S e voglio portarla a termine per tutta la legislatura - dice Nicola Acunzo, intervistato dall'Adnkronos - Sono orgoglioso di poter sostenere la protezione civile e il bilancio dello Stato. Dal 2019, però, sono cambiate le modalità di restituzione e io ne sto facendo una questione politica". Acunzo spiega di aver "sospeso" le restituzioni "affinché avvenga un chiarimento sul cambio di modalità dei versamenti. M'hanno accirere se non mantengo l'impegno con i cittadini e con il M5S", esclama il deputato campano, "ma - sottolinea il parlamentare-attore - la modalità deve essere quella del 2018", ovvero prima che fosse aperto un conto ad hoc del Comitato rimborsi, gestito direttamente da Luigi Di Maio e dai capigruppo di Camera e Senato. 

"Per correttezza nei confronti del mio gruppo, ho provato a fare chiarezza inviando una mail, molto corposa, con tutte le motivazioni, al capogruppo e al vicecapogruppo. Una lettera che precisava ciò che per tutto l'anno ho provato a evidenziare, affinché la modalità delle restituzioni rimanesse trasparente. Nel 2018 questo sistema era molto trasparente, nel 2019 - osserva - è cambiato". "Le restituzioni le ho sospese e spero si sblocchi la situazione per poter continuare ad essere il cittadino che si sente onorato di portare avanti l'iniziativa che lo ha avvicinato al M5S. Perché con questo nuovo sistema non mi sento orgoglioso di far parte del Movimento", ripete Acunzo. "Io sono un uomo libero. Mi interessa che il popolo e le persone che mi hanno votato sappiano che Nicola Acunzo è un uomo d'onore e manterrà questo impegno, ma con le modalità del 2018. Abbiamo già cambiato troppe cose. Non sono entrato in politica per fare come hanno fatto negli altri partiti, altrimenti - chiosa l'attore - sarei rimasto sul set".