##M5S, i nodi nel documento: due mandati, leadership e Rousseau -2

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Roma, 14 nov. (askanews) - Sul tema delle alleanze i 5 stelle hanno infranto molti tabù, nel passato recente. Il documento precisa che, da quanto è emerso dalle assemblee regionali, "le alleanze con altri partiti non devono essere strutturali ma contingenti in base ai territori" e che "la diversità di regole elettorali è un elemento imprescindibile per comprendere se dare avvio o meno ad una alleanza". Il quesito forse più significativo che devono sciogliere le riunioni odierne è se "sussistono dei casi particolari in cui, oltre all'approvazione dei gruppi locali, è necessaria un visione più ampia che vada oltre le logiche del singolo territorio". Tradotto: in quali casi il gruppo dirigente nazionale può imporre accordi a livello regionale o locale? Nel confronti sulle tematiche che riguardano l'organizzazione del Movimento 5 stelle, è emersa l'esigenza di costruire una rete territoriale, e la "Guida" pone il problema delle sedi, altro tabù di un Movimento pensato in origine per essere connesso esclusivamente attraverso la Rete. In discussione anche la valorizzazione della figura dell'attivista, che va distinta più nettamente da quella del semplice iscritto. Ma il paragrafo più sorprendente per chi ha ancora memoria del M5S delle origini è quello sul "finanziamento". "Lo svolgimento delle attività politiche del Movimento - fa notare la sintesi delle discussioni avvenute a livello locale - richiede l'utilizzo di fondi". Resta naturalmente "il rifiuto delle tradizionali logiche di finanziamento partitiche, vi è però la necessità - ammettono i 5 stelle - di individuare le migliori fonti attraverso cui finanziare le attività". Fra le ipotesi citate, addirittura un possibile "accesso al 2x1000", il meccanismo attraverso il quale i cittadini possono chiedere allo Stato di destinare una quota dei loro redditi al partito politico preferito. Non è l'aborrito finanziamento pubblico, ma indubbiamente il segno di quanta acqua è passata sotto i ponti del M5S. Quanto all'agenda politica, sono fisco, lavoro, scuola e sanità i temi che hanno maggiormente appassionato i 5 stelle che hanno dato vita agli Stati generali sul territorio. Il documento di sintesi parte dal lavoro: potenziamento delle politiche attive legate al reddito di cittadinanza, ma anche proposte un tempo patrimonio della sinistra: riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, aumento della sicurezza nei luoghi di lavoro, superamento del Jobs Act e ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Superati i consueti appelli al rafforzamento della sanità sul territorio e all'innovazione della didattica nella scuola anche con l'aiuto delle tecnologie, la Guida alla discussione per gli Stati generali M5S si concentro sul fisco. Che va semplificato per le imprese ma anche reso più equo diversificando maggiormente le aliquote Irpef per far pagare di più chi ha di più. Poi "tassazione delle grandi società del web e delle rendite finanziarie, investendo le risorse recuperate per una grande riforma fiscale in chiave progressiva che riduca la pressione su lavoratori, piccoli imprenditori e famiglie del ceto medio e basso". Infine, "inasprimento delle pene per gli evasori".