M5S, online la 'Carta' degli scettici

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Più democrazia, stop al capo politico, passaggio della proprietà della piattaforma Rousseau al M5S. Questi i punti nevralgici della ‘Carta di Firenze’, studiata dal gruppo degli ‘scettici’ del Movimento Cinquestelle riunitisi domenica scorsa nel capoluogo toscano per l’elaborazione di un documento da sottoporre ai vertici grillini, proiettato ad ‘un nuovo Rinascimento’ 5S, scevro da scissioni e correnti.  

La ‘Carta di Firenze’ è online da mezzanotte, postata non a caso nel giorno in cui il M5S compie 10 anni. “ll nostro cuore batte ancora per il Movimento 5 Stelle. Siamo quelli che da sempre sotto la bandiera del Movimento parlano con le persone per la strada, con la pioggia o con il sole cocente, mettendoci al servizio delle nostre comunità ai banchetti e nelle piazze”, l’incipit del documento. Dove non manca naturalmente una critica dura alla ‘metamorfosi’ subita dal M5S in questi 10 anni.  

“In nome di una fraintesa responsabilità̀ di governo -scrivono gli autori- il Movimento ha rinunciato ai propri principi identitari. Riceviamo sia per strada che sul web accuse sempre più sferzanti sulle ‘promesse non mantenute’ e sui ‘compromessi al ribasso’. La nostra coscienza di attivisti si ribella e ci impone di riportare il M5S al pieno rispetto dei suoi valori con perseveranza e soprattutto coerenza". 

Dunque le proposte concrete, riunite in 5 paragrafi. Il primo è intitolato alla trasparenza e alla democrazia interna, si chiede la convocazione di un’assemblea nazionale per avviare una riforma dello statuto, che passi per ​il “superamento della figura del capo politico mediante l’introduzione di organi elettivi e collegiali a livello nazionale, regionale e provinciale, che abbiano l’autorità di intervenire nella gestione dei conflitti interni nelle aree di competenza”.  

Ma anche l’”attribuzione della ​piena proprietà̀ e della gestione del Sistema operativo Rousseau al Movimento 5 Stelle assicurando la massima trasparenza della piattaforma, in particolare verso le richieste di: accesso pubblico all’anagrafe territoriale degli iscritti, verificabilità degli esiti delle consultazioni”. 

Nella carta di Firenze si chiede poi il “miglioramento di ‘Tirendiconto’ per aver maggiore trasparenza sulle spese dei portavoce; completa ​coerenza con le principali battaglie identitarie e territoriali del M5S ; formulazione di un ​codice etico unico e inderogabile che imponga il pieno rispetto del mandato elettorale e disciplini la sovrapposizione tra nomine in società pubbliche o private e cariche elettive, scongiurando conflitti di interesse in qualunque forma”.  

Gli ‘scettici’ del M5S chiedono inoltre una “riorganizzazione dal basso”, avanzano proposte sui “processi partecipativi” con tanto di regolamento nazionale e tavoli di lavoro permanenti. Infine, regole nuove per le candidature e le nomine degli eletti all’interno del M5S, nonché “nuovi strumenti di valutazione degli eletti che garantiscano un confronto periodico tra la base e i portavoce, così da verificare il rispetto dei principi fondativi del Movimento e il perseguimento degli obiettivi nell’arco del mandato”.