M5s-Pd, i dubbi di Zingaretti su Di Maio

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In queste ore così delicate per le sorti del governo emergono alcuni dubbi tra i due prossimi alleati di governo. Il Pd infatti è ancora in bilico è sembra non voler mollare il colpo sulla possibilità di Di Maio vicepremier. Nicola Zingaretti e i suoi nutrono infatti pesanti incertezze sul fatto che il leader grillino possa avere aperti ancora i contatti con la Lega, magari in virtù di un accordo post-elettorale. La tensione è altissima anche a seguito delle pesanti dichiarazioni fatte da Di Maio al termine delle consultazioni, parole che ha riportato sull’orlo del precipizio il delicatissimo accordo tra M5s e Pd. Tra Di Maio e Zingaretti era infatti in programma un incontro segreto in serata, poi annullato dal segretario Dem: “Vuole mandarci al voto con il mio avallo? Si sbaglia di grosso“.

M5s-Pd, i dubbi di Zingaretti

Il vertice a due previsto in serata è saltato e Zingaretti, tornato al Nazareno, ha espresso tutti i suoi dubbi: “Se Di Maio forza così tanto ha un accordo post elettorale con la Lega” è il ragionamento fatto. I dubbi insomma vertono sull’affidabilità dei Cinque Stelle in vista di un nuovo esecutivo: “Quanto può essere affidabile il M5S? E quanto può durare un’alleanza che nasce con questi presupposti?“. Dopo l’appoggio al Conte bis, insomma Zingaretti sembra essere assalito dai dubbi, motivo per il quale sulla vicepresidenza a Di Maio sembra non voler muovere un passo: “I grillini già esprimono il presidente del Consiglio“. Proprio questo punto, però, vede una divisione interna ai Dem. Renzi e Franceschini infatti credono che indebolire troppo Di Maio possa creare problemi alla stabilità della maggioranza.

Attesa per il vertice chiarificatore

Alle 12 di sabato, Palazzo Chigi accoglierà Pd e Movimento 5 Stelle che incontreranno Giuseppe Conte per chiarire la situazione dopo gli ultimi scontri. Il segretario Pd, però, sembra non essere molto ottimista: “Se iniziano adesso con gli ultimatum cosa accadrà quando dovremo andare ad affrontare i dossier caldi a partire dalla Giustizia?“. L’invito di Calenda a Zingaretti è chiaro: “Nicola ripensaci, andiamo al voto e apriamoli come cozze“.