M5S-Pd sulle montagne russe

webinfo@adnkronos.com

Quando sembrava (quasi) fatta, arriva la frenata, brusca, improvvisa, inaspettata. Un fulmine a ciel già parecchio nuvoloso, a dir la verità, che in breve riporta indietro le lancette. Luigi Di Maio parla al termine delle consultazioni con Giuseppe Conte e spiazza tutti. "Questo non è il momento delle polemiche e degli attacchi - dice - è il momento del coraggio. E ne servirà tanto per cambiare questo Paese. I nostri punti sono chiari: se entreranno nel programma di governo, allora si potrà partire. Altrimenti sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile". I 20 obiettivi indicati dal Movimento sono nel documento che la delegazione M5S consegna al premier incaricato.  

Di Maio alza l'asticella: "In qualità di capo politico del M5S sono stato e siamo stati molto chiari: o siamo d'accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non è questo l'approccio del Movimento, non è nei nostri valori guardare a un governo solo per vivacchiare". E avverte: "Abbiamo riassunto i nostri principali obiettivi in un documento consegnato al presidente del Consiglio: alcuni di questi li consideriamo imprescindibili, o entrano nel programma di governo o non si parte". 

I decreti sicurezza sono uno dei punti sui quali c'è maggior tensione con i dem. Per il capo politico M5S non ha "alcun senso parlare di modifiche. Vanno assolutamente tenute in considerazione le autorevoli osservazioni del Capo dello Stato a quei decreti, ma senza volerne rivedere la ratio, né tanto meno le linee di principio". 

Di Maio lamenta tra l'altro il "surreale dibattito sugli incarichi". "Al presidente Conte abbiamo espresso il nostro sconcerto - scandisce - Era prevedibile che su tutti i media nazionali iniziasse a diffondersi il cosiddetto toto-ministri con nomi improbabili e di fantasia. Ma non troviamo sano che questo dibattito contagi anche le forze politiche, soprattutto quelle più rappresentative, le quali dovrebbero invece preoccuparsi di stilare un programma serio e omogeneo per i nostri concittadini. Non smetteremo mai di ripeterci che consideriamo la politica un servizio". "A chi sta trascinando da giorni il Movimento 5 Stelle in questo surreale dibattito da manuale Cencelli su incarichi e ruoli, dico che i fatti parlano per noi. Come capo politico del Movimento 5 Stelle ho rinunciato due volte alla possibilità di fare il premier, sono 10 anni che tutti gli eletti 5 Stelle si tagliano gli stipendi. E mancano pochi giorni e taglieremo 345 poltrone da parlamentare con l'ultimo voto alla riforma costituzionale", sottolinea il leader pentastellato. 

LE REAZIONI - La replica dei dem è molto dura. "Incomprensibile la conferenza stampa di Luigi Di Maio. Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza" scrive Andrea Orlando su Twitter. "Gli ultimatum e le minacce di Di Maio sono irricevibili" twitta Maria Elena Boschi. Allo stesso modo il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio osserva: "Gli ultimatum di Di Maio al presidente incaricato sono davvero inaccettabili". A farsi sentire è poi lo stesso segretario, Nicola Zingaretti: "Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte". Dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Di Maio, Zingaretti annulla un incontro con il capo politico M5S.  

"Non è questione di ultimatum - ribatte Di Maio - qui il punto è che siamo stanchi di sentir parlare tutti i giorni in ogni trasmissione di poltrone e toto-ministri". "L'ho detto e lo ripeto: contano i programmi, le soluzioni, le idee - ribadisce - Il M5S non svende i suoi principi e i suoi valori su ambiente, lavoro, imprese, famiglie. Qui serve concretezza. Poche chiacchiere e basta slogan. Bisogna lavorare per gli italiani e bisogna farlo in fretta. Noi abbiamo 20 punti. E vogliamo che entrino nel programma di governo". 

Sulla 'sparata' di Di Maio dopo le consultazioni con Conte, i dem hanno diverse chiavi di lettura. Dal tentativo di alzare ancora la posta nella trattativa che ancora vede non sciolto il nodo della composizione della squadra di governo a partire dal nodo vicepremier. Ad uno scontro tutto interno al Movimento. "Ci interroghiamo se prima o poi emergerà la verità, immaginiamo che il problema sta tutto in casa 5 stelle", osserva Paola De Micheli. E Roberto Morassut è ancora più esplicito: "C'è una questione di leadership tra Di Maio e Conte". 

PALAZZO CHIGI - Nel pomeriggio Conte incontra una delegazione del Movimento 5 Stelle, composta da Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli e una delegazione del Pd composta da Dario Franceschini e Andrea Orlando. "Nel corso dell’incontro - si legge in una nota di Palazzo Chigi - si è delineato un percorso di lavoro per consentire al presidente incaricato di elaborare un programma condiviso da entrambe le forze politiche sulla base delle prime linee programmatiche che gli sono pervenute". La nota informa poi che questa mattina "si terrà una riunione per lavorare al programma di governo, coordinata dal presidente Conte" e si annuncia che "lunedì il presidente incaricato continuerà le consultazioni incontrando una delegazione di rappresentanti delle popolazioni terremotate e una delegazione di rappresentanti delle associazioni dei disabili". 

L’ufficio stampa del Pd fa sapere che l'incontro con il premier incaricato "è servito a porre l’esigenza di un chiarimento sulle dichiarazioni di Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni, come precondizione per proseguire nel percorso avviato negli scorsi giorni”. Insomma, le pagine di questa infuocata estate politica sono ancora tutte da scrivere.