In M5s polemica per voto Rousseau,si dimette coordinatore Calabria -2

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Roma, 21 nov. (askanews) - "Anche il semplice buon senso indica che il Movimento si rinnoverebbe se ottenesse propri rappresentanti nei due Consigli regionali che usciranno dalle riferite consultazioni, previste il 26 gennaio 2020, cioè tra poco. Perciò - rimarca Parentela - non capiamo né condividiamo la decisione di indire questo voto su Rousseau, peraltro giustificato con una forzata e vaga responsabilizzazione degli eletti 5 Stelle, che non regge né tiene conto delle emergenze ed esigenze specifiche del territorio calabrese e di quello emiliano-romagnolo".

"Finora, come parlamentari del Movimento 5 Stelle espressi dalla Calabria - rivendica - abbiamo lavorato per elaborare un programma, un progetto solido da proporre agli elettori della nostra regione, dalla quale emigrano giovani e intere famiglie per causa dell'affarismo di Palazzo, degli appetiti e ricatti della vecchia politica, della 'ndrangheta e di altri potentati ben noti, non soltanto burocratici. Come coordinatore ho profuso ogni sforzo possibile, creando unità, serenità e condivisione tra i colleghi e coinvolgendo i nostri attivisti e la società civile operosa e pulita della Calabria".

"La sanità calabrese - ricorda Parentela - è a terra: gli ospedali sono pieni di pazienti ammassati, mancano posti letto, personale medico e paramedico, il disavanzo è cresciuto e illegalità e favoritismi aumentano a dismisura come i viaggi della speranza per cure fuori regione. Da 7 anni denunciamo alle Procure e alla Corte dei conti questo stato delle cose: facciamo i nomi, raccontiamo le storture, alleghiamo le prove. Non solo: abbiamo agito da tempo per la ripartizione del Fondo sanitario sulla base dei fabbisogni delle singole regioni e non con l'attuale criterio, che toglie circa 130 milioni all'anno al diritto alla salute dei calabresi".

"Siamo stati riferimento vero - prosegue il parlamentare M5S - per tantissimi concittadini, che abbiamo sempre ascoltato e per i quali ci siamo impegnati senza sosta: dal Pollino allo Stretto. Lo hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, le elezioni politiche del 2018: dalla Calabria è arrivato un consenso enorme rispetto alla nostra proposta di cambiamento, che negli anni precedenti avevamo rivolto al territorio con iniziative limpide e coraggiose; dal disegno di legge popolare per ridurre le aziende del Servizio sanitario alle manifestazioni di piazza, su tutte quella per additare la "cupola" di 'ndrangheta a Reggio Calabria, contro cui si espose in prima persona il nostro capo politico, Luigi Di Maio".