M5s: rimanga agli atti il nostro No-Tav

Roma, 30 lug. (askanews) - Rimanga agli atti il nostro No Tav: le future generazioni giudicheranno. Così il Movimento 5 stelle ha messo nero su bianco, in un post sul Blog delle Stelle, la posizione netta del partito sulla Torino-Lione che continua a creare tensioni nell'esecutivo, prendendo ancora una volta le distanze dalla Lega di Matteo Salvini.

"Porteremo la mozione No Tav in Parlamento perché noi siamo rimasti coerenti. Diciamo sì alle opere pubbliche che servono agli italiani; diciamo no agli scempi, alle cattedrali nel deserto, alla cementificazione selvaggia, a opere antistoriche come la Torino-Lione" scrive il MoVimento.

Nel suo ultimo affondo il vicepremier Luigi Di Maio ha ricordato a Salvini di non avere i voti per farla approvare, e di avere bisogno del Pd.

"In Parlamento vedremo le facce di chi voterà e si porterà sulla coscienza uno spreco di miliardi di euro di soldi pubblici - continua il post - ricordiamo sempre, per chi se lo fosse dimenticato, che questo governo ha affrontato il dossier Tav con il massimo rigore, producendo un'analisi costi-benefici coordinata da esperti ed economisti di spessore. Il risultato è stato netto: 12 miliardi di costi, con perdite calcolate tra i 7 e gli 8 miliardi".

"È vero che una parte dei costi sarebbe finanziata direttamente dall'Unione Europea, ma i soldi rimanenti ce li mettono i cittadini italiani e il MoVimento 5 Stelle vorrebbe usarli per altro: scuole, asili nido, treni e sanità, già dalla prossima Legge di Bilancio. Soldi che potrebbero essere investiti per finanziare centinaia di opere diffuse sul territorio, con un occhio di riguardo alle zone più svantaggiate del Paese. Invece con ogni probabilità Lega, Pd e Forza Italia, quindi Salvini, Zingaretti e Berlusconi, preferiranno un'opera figlia del vecchio sistema rispetto ai servizi pubblici per i cittadini".

Per i 5 Stelle c'è anche il tema della Francia. "In Italia passerà soltanto il 20% della linea ferroviaria", ma "sarà il nostro Paese a dover sostenere il 58% delle spese contro il 42% della Francia. 2,2 miliardi di regalo a Macron, una follia che si addice al Partito Democratico, il partito degli interessi esteri, ma che non dovrebbe nemmeno passare per la testa di chi si dichiara sovranista".