M5s ripete il suo no al Mes, e difende Conte

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AGI - "Mentre 16 Paesi, Italia inclusa, hanno richiesto i fondi europei per la cassa integrazione (Sure), non ce n'è uno solo che abbia pensato di accedere al Mes. Eppure veniamo da mesi in cui il Fondo Salva-Stati viene dipinto come la panacea contro tutti i mali, in un dibattito che è solo italiano. La domanda fondamentale rimane ad oggi senza risposta: se la nuova linea di credito del Mes è così conveniente, perchè per fronteggiare l'emergenza nessuno Stato europeo ne ha fatto richiesta?". La questione è posta così da M5s che, sul Blog delle Stelle, offre anche la risposta al quesito: "La verità è che nessuno vuole il Mes perchè è uno strumento inadeguato e rischioso. E il presidente Giuseppe Conte è sotto attacco soltanto per aver ricordato, in risposta ad una domanda specifica, un fatto che è sotto gli occhi di tutti".

"Per quanto riguarda il presunto risparmio sugli interessi, l'argomento è debolissimo -  dicono ancora i pentastellati - L'Italia si finanzia oggi sui mercati a tassi mai così bassi, con interessi negativi sui titoli pubblici a più breve scadenza. Peraltro i tassi di interesse che il nostro Paese paga a Banca d'Italia vengono rigirati al bilancio pubblico a fine anno. Ci stiamo finanziando sostanzialmente a costo zero e non c'è motivo per chiedere un prestito ad un'istituzione finanziaria estera".

"Il governo ha appena annunciato che con la manovra aumenterà di altri 4 miliardi i fondi per la sanità pubblica e una parte dei soldi che le Regioni hanno ricevuto nel 2020 per le spese sanitarie deve ancora essere spesa. Se non bastassero questi argomenti a fugare ogni dubbio - prosegue il post - il presidente Conte ne ha messi sul piatto altri due altrettanto solidi: accedere al Mes, soprattutto in un momento in cui nessuno lo vuole, significherebbe lanciare ai mercati un segnale molto negativo sulla nostra stabilità finanziaria. E' il cosiddetto 'effetto stigma'. Sarebbe ancora più assurdo in un momento in cui la Banca Centrale Europea compra in massa il debito pubblico degli Stati garantendo condizioni favorevolissime sui mercati".

"A questo proposito - è sempre l'analisi M5s - ricordiamo che il programma di acquisti della Bce durerà almeno fino al giugno 2021 ed è stato raddoppiato di recente. I soldi del Mes sono debito pubblico, non sovvenzioni, e il debito pubblico va ripagato. Visto che per il 2021 abbiamo già fissato il nostro obiettivo annuale di deficit, al 7%, prendere i 36 miliardi del Mes vorrebbe dire aumentare il deficit oltre quanto già stabilito e dover quindi compensare quei 36 miliardi con maggiori tasse e tagli alla spesa per tenere il deficit sotto controllo. In poche parole 'austerità" con il rischio concreto di dover tagliare altri servizi essenziali come la scuola, il traporto pubblico o la sicurezza. Non ce lo possiamo permettere".

"Insomma, come ha detto giustamente Conte, il Mes non è la 'panacea'. I soldi per la sanità ci sono e ci saranno sempre più in futuro, perchè l'epoca dei tagli ai servizi pubblici essenziali è finita. Alle Regioni tocca spenderli al meglio e il prima possibile", concludono i 5 stelle.