Renzi attacca la manovra, no comment di Conte

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"Oggi mi sono dedicato a commemorare i morti, tra le altre cose ho parlato con i genitori dei due agenti rimasti uccisi Rotta e De Menego. Nessun commento neppure con lo staff sulla situazione politica...". Così a fine giornata il premier Conte, all'Adnkronos, tagliando corto sulle polemiche sulla manovra nate dalle critiche mosse da Matteo Renzi. La legislatura va avanti con Conte premier o anche senza? Per il leader Iv, intervistato da 'Il Messaggero', "dipende da come funziona il governo, non da me. Niente di personale sia chiaro: a me sta a cuore l'Italia, non il futuro dell'avvocato Conte". "In questa manovra c'è qualche segnale incoraggiante - ha scritto poi su Twitter Renzi, sintetizzando i passaggi più rilevanti della sua intervista - Ora dobbiamo eliminare i tre principali errori rimasti: le tasse su zucchero, plastica e soprattutto su auto aziendali che sono una inspiegabile mazzata alla classe media". 

Considerazioni a cui, a stretto giro, ha replicato il Movimento 5 Stelle con un post su Facebook : "Lo vogliamo dire chiaramente: non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi". "C’è futuro se si ascoltano i cittadini - scrive il Movimento -. Stiamo lavorando a una manovra che darà risposte concrete agli italiani. E ci stiamo riuscendo perché ascoltiamo le persone. Falliamo ogni volta che non ascoltiamo i cittadini e iniziamo a parlare 'politichese'. In questi giorni nella legge di bilancio abbiamo portato avanti le priorità che ci avevano chiesto gli italiani - lo stop all’aumento dell’Iva, la conferma di quota 100 e della flat tax per partite Iva, il lancio degli investimenti green, l’abbassamento del cuneo fiscale e il carcere per gli evasori -, perché erano misure fondamentali per dare sostegno ai cittadini".  

"Questa manovra - prosegue M5S - che il Parlamento ha il diritto di migliorare, è stata scritta grazie al confronto leale e sereno tra le forze politiche che fanno parte di questa maggioranza. La lealtà deve continuare a essere il punto fondante dell’azione politica di questo governo, anche attraverso un confronto franco e acceso, ma che si basi sui temi e non sui giochi di palazzo. Ogni tanto ci ritroviamo a leggere interviste o retroscena che trasmettono agli italiani un messaggio ambiguo. Che ricorda tanto la Prima Repubblica. I giochini di palazzo, appartenenti alla vecchia politica, non possono appartenere a questo governo". "E se qualcuno ha strane intenzioni - continuano i 5S - deve sapere che non avrà mai il supporto del MoVimento. Lo vogliamo dire chiaramente: non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi".  

"Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest’Esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione. Il governo è forte se lavora unito e compatto. E tutti dobbiamo lavorare seguendo la stessa strada, perché non esistono scorciatoie. L’accordo sulla legge di bilancio è stato raggiunto da tutte le forze politiche di maggioranza. Ora andiamo a meta - è la conclusione - e miglioriamo la qualità della vita degli italiani". 

Dal Pd arriva la replica di Dario Franceschini. "Repetita iuvant: il Governo Conte è l'ultimo di questa legislatura. Chi lo indebolisce con fibrillazioni, allusioni, retroscena di palazzo, fa il gioco della destra. Forse sarebbe ora di smetterla", scrive su Twitter il ministro della Cultura. 

Calenda al vetriolo contro Renzi: "Spari sul governo che hai promosso" 

Su Twitter arriva poi la controreplica di Renzi: "Letti i commenti #RenziMessaggero ribadisco: chi vuole abbassare le tasse non è contro il Governo, ma fa un favore al Governo. Chi le vuole alzare come nel caso delle auto aziendali, fa invece un regalo a Salvini ed un danno agli italiani #ItaliaViva". "Ribadisco in modo semplice. Abbiamo fatto un Governo di emergenza che può aiutare il Paese su molte cose a cominciare dalla riduzione degli interessi sul debito. E parliamo di decine di miliardi, non di spiccioli -scrive poi il leader di Iv su Facebook-. Nel merito della legge di bilancio siamo felici dei risultati ottenuti fino ad oggi. Ma non basta. Noi continueremo a batterci in Parlamento per migliorare ancora i provvedimenti su auto aziendali e microbalzelli che feriscono la competitività delle imprese. Le nostre proposte non sono slogan, ma hanno coperture: e se in Parlamento ci saranno i numeri diventeranno legge. Tutto qui". "Chi elimina autogol come quello sulle auto aziendali non sta attaccando il Governo: sta facendo un favore al Governo. Invece mantenere quelle microtasse dannose non significa fare un regalo al Governo, ma significa fare un regalo a Salvini -prosegue Renzi-. Non mi sono limitato a dire che vogliamo cancellare le tasse sulle auto aziendali: ho spiegato anche come farlo. Perché i populisti parlano con gli slogan, i politici fanno proposte concrete. I politici fanno interviste lanciando idee e proposte, i populisti le commentano avendo letto solo i titoli".  

  • Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"
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    Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"

    "Per le mascherine chirurgiche non è consigliato il riutilizzo e neppure il ricondizionamento mentre può essere preso in considerazione l’uso prolungato". Lo ha precisato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in audizione alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, riferendo della gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19 e sottolineando che "l’ Istituto superiore di sanità ha operato ed opera per promuovere un uso appropriato delle mascherine chirurgiche è rimane disponibile a fornire il suo contributo con campagne di sensibilizzazione alla cittadinanza. Lo slogan potrebbe essere: scegliere la mascherina appropriata per l'uso più appropriato". "Nel caso delle mascherine chirurgiche, l’orientamento è quello di considerare le attuali mascherine, prodotte con materiali diversi difficilmente sanificabili, come non lavabili e non riutilizzabili", ha ricordato. "In particolari situazioni - ha aggiunto Brusafetto - può essere necessario prendere in considerazione l’utilizzo prolungato delle mascherine chirurgiche per lo stesso utilizzatore, in quanto sembra mantengano una efficacia per un periodo di tempo che varia dalle 2 alle 6 ore".  "In merito alla possibilità di ricondizionare i dispositivi monouso (mascherine chirurgiche) per il loro riutilizzo, sono stati proposti alcuni sistemi di bonifica basati sull’utilizzo del calore secco - ha ricordato Brusaferro - che pur dimostrando l’efficacia nei confronti di alcuni virus e superando i test di performance (fit test e filtration test- maschere Ffr), presentano elementi di incertezza che necessitano ulteriori approfondimenti". Mentre sulla possibilità del lavaggio e della sanificazione da parte dell’utilizzatore "le procedure applicate non standardizzate non consentirebbero di verificarne il mantenimento delle caratteristiche di sicurezza e di performance iniziali con possibili rischi per l’utilizzatore stesso", ha chiarito il presidente dell'Iss. "Le maschere di Tipo I, come specificato nella stessa norma, dovrebbero essere utilizzate solo da pazienti e da popolazione per ridurre il rischio di diffusione dell’infezione in caso di epidemia o pandemia e non sono destinate ad essere utilizzate da operatori sanitari tantomeno in sala operatoria o in strutture ospedaliere con requisiti assimilabili - ha ribadito Brusaferro - Le maschere di Tipo II, hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi con la duplice funzione di ridurre il passaggio di saliva e particelle respiratorie verso gli altri e, al contempo, proteggere da eventuali schizzi di sangue e altri materiali potenzialmente infetti, la pelle, la bocca o il naso di chi le indossa. Come specifica la stessa norma UNI EN 14683, è un “dispositivo medico che copre la bocca e il naso fornendo una barriera per ridurre al minimo la trasmissione diretta di agenti infettivi tra il personale e il paziente”. "I materiali più utilizzati per la produzione delle mascherine attualmente sono tessuti non-tessuti (Tnt) fabbricati per coesionatura di filamenti continui di Polipropilene o Poliesteri. I risultati migliori si ottengono associando più strati sovrapposti di Tnt per sfruttare le prerogative filtranti dei filamenti più fini disposti nello strato interno, associate alle proprietà strutturali dei filamenti degli strati esterni del sandwich - ha aggiunto il presidente dell'Iss - Dal punto di vista strutturale, possono essere o meno idrorepellenti e non perfettamente aderenti al viso di chi le indossa. Sono ideate per essere monouso e si deteriorano con l’uso prolungato, se esposte all’umidità o ai sistemi standard di disinfezione (ad esempio chimici, calore, radiazioni) e inoltre, se visibilmente sporche, possono rendere difficoltoso il respiro. Pertanto, ad oggi, sulla base dei diversi materiali impiegati per lo strato filtrante, per gli elementi strutturali e per gli accessori, non è consigliato né il riutilizzo e neppure il ricondizionamento (decontaminazione per il riutilizzo) a causa della rapida degradazione già in fase d’impiego, mentre il riciclo risulta estremamente difficoltoso". "Il Robert Koch Institut della Germania non consiglia il riutilizzo delle mascherine chirurgiche monouso, poiché il riutilizzo richiede un ricondizionamento e una manipolazione in condizioni di sicurezza che se non correttamente eseguiti potrebbero aumentare il rischio di infezione - ha concluso Brusaferro - La stessa norma Uni 14683:2019 non fa alcun riferimento alla riutilizzabilità delle mascherine chirurgiche dopo l’uso né ad eventuali pratiche di pulizia-disinfezione, piuttosto, sottolinea che la mascherina chirurgica può inumidirsi facilmente con conseguente diminuzione dell’efficacia filtrante".

  • Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''
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    Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''

    (di Alisa Toaff) "Mi hanno rovinato la vita, la mia grande bellezza è svanita''. Serena Grani ospite oggi a 'I Fatti Vostri' torna a parlare del suo tumore al seno. E rivela: "Volevo fare e ho fatto un intervento estetico alla pancia perché dopo una gravidanza importante volevo sistemarla un po' -ha detto l'attrice- poi hanno deciso di fare un lifting al seno ritardando così la diagnosi perché quando hanno aperto non c'era un fiore ma un carcinoma di 5 centimetri di cui non sapevo nulla. "Erano loro che dovevano saperlo e vederlo non io -ha detto la Grandi- io faccio l’attrice. Nonostante la mia prevenzione, faccio esami ogni anno, non era apparso questo problema e così ho deciso di affidarmi all'avvocato Bruno Sgromo per tutelarmi e ne sono felice''. L'ex regina della commedia sexy degli anni Ottanta e Novanta spiega poi che chi le ha fatto l’intervento al seno che era ''un po' sceso'', ha sottolineato, ha aperto e richiuso ma ''il grasso non scendeva perché c’era il carcinoma che spingeva su''."C'è stata una mancata diagnosi con un ritardo di undici mesi - spiega il legale all'Adnkronos - Lei è andata è andata a fare un intervento di chirurgia estetica che incideva su 5 siti chirurgici ma non hanno fatto degli accertamenti diagnostici preoperatori che solitamente vanno fatti in queste situazioni. Se li avessero fatti si sarebbero accorti che aveva una massa tumorale. L'ha scoperto (Serena Grandi, ndr) undici mesi dopo quando si è recata all'ospedale a Sant'Arcangelo di Romagna a fare un controllo e le dissero che aveva una tumefazione, peraltro al terzo stadio''.  All'ospedale, prosegue il legale, ''sono immediatamente intervenuti, hanno asportato il seno con un intervento molto invasivo: asportazione totale della mammella fino alle ghiandole ascellari. Ora si spera che abbia risolto perché c'è sempre il pericolo di una recidiva''. Da un punto di vista legale "andremo a richiedere il risarcimento del danno che è stato valutato biologico, poi c'è il danno psichico, la perdita di capacità lavorativa generica e il danno estetico che incide tanto per chi lavora nel mondo dello spettacolo''. ''A breve depositeremo gli atti, sono state fatte varie relazioni, ha partecipato un medico legale, un chirurgo, più medici specialisti perché abbiamo voluto fare le cose per bene. La denuncia penale la Grandi non l'ha voluta fare quindi abbiamo chiesto il risarcimento dei danni'', tiene a precisare l'avvocato della Grandi.

  • La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità
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    La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità

    Valeria Marini ha deciso di sposare il suo fidanzato, Gianluigi Martino? Per la coppia ci sarebbero importanti novità in vista.

  • Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi
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    Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi

    Il Consiglio regionale della Calabria, con un voto all’unanimità, ha abrogato la legge 10/XI con la quale, il 26 maggio scorso, erano state apportate, sempre all'unanimità, modifiche a due articoli della Legge Regionale 13/2019 per via delle quali sarebbe bastato un solo giorno da consigliere regionale per far sì che, se anche il politico fosse decaduto, avrebbe comunque avuto l'opportunità di maturare il "trattamento di fine mandato", che molti ritengono essere un vero e proprio vitalizio, pagando i contributi per i successivi cinque anni, così da poter godere dello stesso privilegio di chi rimane in carica per l'intera legislatura.  Dopo un dibattito di circa un’ora e mezza, dunque, l’assise regionale calabrese ha posto fine a una vicenda che era rimbalzata sullo scenario politico nazionale con prese di posizione critiche anche da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’annuncio che le nuove norme sarebbero state abrogate al più presto era stato dato nei giorni scorsi anche dalla governatrice Jole Santelli.

  • Coronavirus, presidente virologi: "La variante buona è geneticamente diversa"
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    Coronavirus, presidente virologi: "La variante buona è geneticamente diversa"

    di Paola Olgiati La variante 'buona' del nuovo coronavirus isolata a Brescia non è solo "estremamente meno aggressiva", ma è anche "geneticamente molto diversa". Il suo Rna presenta cioè "mutazioni significative" rispetto a quello dei virus Sars-CoV-2 sequenziati nei mesi più 'caldi' dell'epidemia di Covid-19. Lo annuncia all'Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che nei giorni scorsi ha comunicato la scoperta di "una variante virale molto meno potente. Mentre a quelle più aggressive bastano 2-3 giorni per sterminare in vitro tutte le cellule bersaglio a disposizione - aveva spiegato - a questa servono almeno 6 giorni soltanto per iniziare ad attaccarle".  Oggi il passo avanti: la 'variante bresciana' trovata dal Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili, diretto da Caruso - isolata da un tampone che, a differenza di quelli che arrivano nelle ultime settimane all'attenzione dei centri deputati a processarli, "presentava stranamente una carica virale altissima" pur provenendo da "un paziente completamente asintomatico" - appare anche mutata geneticamente. Prima di dirlo "aspettavamo di confrontarci con i colleghi più esperti in questo campo - precisa l'esperto, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università degli Studi di Brescia - Ora lo abbiamo fatto e finalmente possiamo riferire di avere ottenuto una sequenza completa fortemente attendibile". Il lavoro "è pronto per la pubblicazione - assicura il numero uno dei virologi - Lo sto inviando a una rivista scientifica internazionale e, come noto, questo è un processo che ha i suoi tempi. Ma fin d'ora, chiunque all'interno della comunità scientifica fosse interessato alla sequenza potrà contattarmi perché siamo assolutamente pronti a condividerla. E' questo che mi aspettavo già al primo annuncio, quando ho informato dell'isolamento della nuova variante: curiosità, non certo polemiche", ragiona lo specialista che ci tiene a evidenziare "quella che per noi è la vera notizia": sapere che esistono varianti più deboli di Sars-CoV-2 "potrà anche aprire la strada alla messa a punto di vaccini attenuati contro Covid-19".  Le differenze riscontrate nella sequenza genetica della variante buona non stupiscono Caruso: "Me lo aspettavo", dice. "Mi aspettavo che ci fossero una serie di variazioni", delle 'novità' nell'Rna virale. "Differenze molto significative - ricorda - del resto le avevamo individuate anche in altri ceppi, pur non modificati nell'aggressività, che stiamo studiando e sui quali pubblicheremo insieme a Massimo Clementi dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Pure Massimo Ciccozzi del Campus Bio-Medico di Roma mi ha confermato di avere visto tantissime interessanti modifiche. Nel mondo sono almeno 7mila quelle ormai note" e "chiunque sappia di virologia - puntualizza l'esperto - sa bene che i coronavirus hanno un'alta potenzialità di mutazione", perché "fanno della mutazione un punto di forza per replicare e propagarsi".  Adesso si tratterà di capire "il perché di queste mutazioni, quali sono quelle importanti ai fini della patogenicità dell'agente di Covid-19 e quanto sono diffuse". Ma le ricerche future potranno anche contribuire ad arricchire l''albero genealogico' di Sars-CoV-2. In gergo epidemiologico si parla di "alberi filogenetici, gruppi all'interno dei quali vengono classificati virus vicini, simili l'uno dell'altro. Il nuovo coronavirus appare essersi differenziato molto recentemente dagli altri" suoi 'cugini' e "rientra in un albero filogenetico a parte in cui sta da solo", almeno per ora. Un domani, infatti, per Caruso non è escluso che i 'rami' del suo albero possano popolarsi di "altri coronavirus molto molto simili. Parenti stretti", si spera non 'esplosivi' come il loro capofamiglia. "Staremo a vedere". Il presidente Siv-Isv ribadisce come la variante meno cattiva del nuovo coronavirus sia stata "un ritrovamento fortunato, possibile grazie a un tampone a carica virale eccezionalmente alta per questa fase epidemica". Ma si può ipotizzare che altri tamponi, quelli "a titolo virale troppo basso per consentire un isolamento e un sequenziamento virale completo", in realtà possano contenere anche loro questa variante buona? La domanda è legittima, conferma Caruso. "In passato - ragiona infatti l'esperto - le analisi condotte hanno riguardato tutte tamponi molto ricchi in virus, eseguiti su pazienti che da Covid-19 hanno ricevuto l'insulto più forte, sperimentandone la maggiore aggressività. Abbiamo così trovato virus simili tra loro".  In altre parole, in qualche modo finora "l'analisi è stata falsata" da un limite tecnico che a livello internazionale ha portato gli scienziati a "selezionare" e quindi a vedere "le varianti verosimilmente più aggressive". Ora, però, gli studi in corso sull'isolato bresciano potrebbero "aprire finestre inedite": riuscendo a individuare specifici punti chiave della sequenza genetica virale, "con metodologie diverse - prevede lo specialista - potremo azzardare ipotesi sulla base del sequenziamento di piccoli frammenti del virus", scoprendo elementi "che potrebbero avvicinarsi al nostro isolato o eventualmente ad altri che emergeranno in questo momento di così debole circolazione virale".  Infine la prospettiva vaccino, ossia l'idea di arrivare anche contro Covid a "futuri vaccini attenuati come quelli che vengono utilizzati efficacemente per esempio contro il morbillo o la rosolia. Sapere che vi sono varianti attenuate di Sars-CoV-2", dunque "che abbiamo i potenziali per la sua attenuazione - afferma Caruso - significa che un domani potremo sperare di sviluppare una variante virale estremamente attenuata, talmente tanto da poter essere usata come vaccino". Dalla ricerca sul virus, le armi per vincerlo.

  • Oms: "Le mascherine da sole non bastano"
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    Oms: "Le mascherine da sole non bastano"

    "Le mascherine da sole non bastano. Devono essere usate nell'ambito di una strategia complessiva contro il coronavirus". Lo ha detto la dottoressa Maria Kherkova dell'Oms sottolineando che "la maschera è fondamentale in situazioni in cui la distanza sociale non può essere rispettata". L'Agenzia dell'Onu ha annunciato a breve l'uscita di nuove linee guida sull'uso di questi dispositivi di protezione.

  • Sardegna, ecco il modulo per entrare
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    Sardegna, ecco il modulo per entrare

    Febbre oltre 37,5? Tosse? Stanchezza? Sono alcune delle voci presenti nel modulo di registrazione che la regione Sardegna ha predisposto e pubblicato sul proprio sito in vista dell'arrivo di cittadini provenienti da altre regioni. L'obiettivo è la protezione dalla diffusione del covid-19. Il documento è stato realizzato "in base all'ordinanza del Presidente della Regione n. 27 del 2 giugno 2020" e prevede che "tutti i passeggeri in arrivo in Sardegna su linee aeree o marittime sono tenuti a registrarsi utilizzando l’apposito modulo A". Fino al 12 giugno il modulo potrà essere compilato manualmente anche a bordo e dovrà essere consegnato all’arrivo al presidio medico sanitario del porto o aeroporto che avrà cura di fornirlo ai competenti uffici regionali. Dal 13 giugno sarà possibile effettuare la registrazione on line tramite apposito modulo che sarà reso disponibile nella piattaforma SUS (Sportello unico dei servizi) e attraverso l'applicazione SardegnaSicura che si potrà scaricare dagli store per i sistemi iOS e Android. "Per i passeggeri che abbiano già richiesto e ottenuto l’autorizzazione secondo le norme previste nelle previgenti ordinanze questa si intende equipollente alla registrazione", si legge sul sito della regione. "Tutti i viaggiatori inoltre devono sottoporsi alle misurazione della temperatura corporea e compilare la scheda di ricerca di possibili pregressi infezione o contatto col Covid-19". Scorrendo il modulo, nella sezione anagrafica bisogna indicare data di nascita, residenza e un documento di riconoscimento. La sezione 'dati anamnestici' comprende 12 voci: dalla febbre alla tosse, dal mal di gola alla perdita di olfatto e gusto, chi compila il modulo deve indicare gli eventuali sintomi riconducibili al coronavirus. Quindi, la sezione dati epidemiologici relativa all'esposizione a casi accertati o sospetti di covid-19, a contatti con casi sospetti e a viaggi effettuati negli ultii 40 giorni. Il modulo comprende anche una sezione di 'tracciamento', nella quale bisogna indicare la data di arrivo in Sardegna, la città di provenienza, il mezzo di trasporto usato, la destinazione, l'alloggio, eventuali spostamenti programmati e la data di partenza dall'isola per la nuova destinazione. Chi sottoscrive il modulo "si impegna a comunicare immediatamente alle Autorità Sanitarie competenti l’insorgere, su sé stesso o su minori per cui si esercita la potestà, (di) qualunque sintomo tra quelli descritti nella presente scheda", contattando la Protezione Civile o utilizzando il numero verde sanità. Inoltre, "acconsente ad essere sottoposto a test diagnostico virologico per COVID-19 in caso di comparsa di manifestazioni cliniche compatibili con una infezione in atto". Infine, firmando il documento ci "si impegna a rispettare tutte le misure di prevenzione (uso di mascherine e distanziamento fisico) indicate a livello nazionale e regionale, nonché quelle prescritte dalla struttura ricettiva nella quale si recherà".

  • Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi
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    Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi

    Simone Coccia ha rivelato che starebbe vivendo un periodo complicato ed è tornato sui social per tranquillizzare i suoi fan.

  • Bolsonaro: "Spiace per vittime di coronavirus, ma moriremo tutti"
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    Bolsonaro: "Spiace per vittime di coronavirus, ma moriremo tutti"

    "Mi dispiace per le vittime di Covid ma moriremo tutti". Così il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, conversando con alcuni suoi sostenitori davanti al palazzo presidenziale di Brasilia.

  • Giovanna sceglierà Sammy Hassan o Davide Basolo? Le indiscrezioni
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    Giovanna sceglierà Sammy Hassan o Davide Basolo? Le indiscrezioni

    Sammy Hassan o Davide Basolo? Giovanna Abate ha finalmente fatto la sua scelta a Uomini e Donne.

  • 'Ndrangheta, 23 arresti a Verona
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    'Ndrangheta, 23 arresti a Verona

    Una strutturata e autonoma "locale" di ‘ndrangheta, riconducibile alla potente cosca degli “Arena- Nicoscia” di Isola Capo Rizzuto, è stata scoperta a Verona e nella sua provincia. La Polizia di Stato, con l’impiego di oltre 200 uomini, sta eseguendo un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 26 indagati, di cui 17 destinatari di custodia cautelare in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti, truffa, corruzione e turbata libertà degli incanti, talora aggravati da modalità mafiose. Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale presso il Tribunale di Venezia e condotte, tra il 2017 ed il 2018, da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Prima Divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dai poliziotti delle Squadre Mobili di Verona e Venezia, hanno rivelato gravi indizi relativi alla “locale” di ‘ndrangheta. I dettagli dell’operazione di Polizia verranno resi noti dal Procuratore Distrettuale della Repubblica nel corso di una conferenza stampa presso il Palazzo di Giustizia di Venezia, a cui presenzieranno il Direttore Centrale Anticrimine e il Direttore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

  • Coronavirus: vittime, contagi e tutte le novità sulla Fase 2
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    Coronavirus: vittime, contagi e tutte le novità sulla Fase 2

    Gli aggiornamenti in tempo reale sull'emergenza coronavirus in Italia.

  • Ricordando Ylenia Al Bano ha pianto in diretta tv
    Spettacolo
    notizie.it

    Ricordando Ylenia Al Bano ha pianto in diretta tv

    La scomparsa di Ylenia Carrisi è una ferita ancora aperta per Al Bano, che in tv non è riuscito a trattenere le sue lacrime.

  • Caos procure, Palamara: "Non mi dimetto"
    Politica
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    Caos procure, Palamara: "Non mi dimetto"

    "Assolutamente no. Amo la magistratura, la porto nel cuore. Conto di chiarire tutte le vicende che mi riguardano nella competente sede disciplinare. Sono stato sempre al servizio dei magistrati e intendo continuare a farlo". Luca Palamara, pm a Roma, ora sospeso, al centro della bufera che ha travolto la magistratura per effetto dell'inchiesta di Perugia, ha risposto così, ospite di Porta a Porta, alla domanda di Bruno Vespa sulla sua intenzione di dimettersi per il rischio di essere 'rimosso' dalla magistratura.  "Provo disagio e senso di angoscia non solo nei confronti delle persone comuni - continua Palamara - ma verso i tanti magistrati che ogni mattina si alzano per lavorare e sono totalmente estranei al sistema delle correnti. A tutti loro il sistema delle correnti deve chiedere scusa, a cominciare dal sottoscritto". E ancora: "Le correnti esistono dagli anni 70 è organizzazione interna che i magistrati si sono dati. Nascono come fenomeno di pluralismo culturale ma nel corso del tempo sono diventati strumenti di potere. Tutto ciò che avviene nella magistratura passa attraverso le correnti. Si va al Csm se si è indicati dalle correnti, si va all'Anm se si è indicati dalle correnti". "Nel Consiglio di cui io ero componente - ha aggiunto - ci fu una sfida, quella di mettere ai vertici degli uffici giudiziari i più meritevoli e penso che su questo l'obiettivo sia stato raggiunto".  "Formalmente - continua - c'è stato un cattivo funzionamento del trojan ma è un tema su cui spero di riuscire ad avere risposte, sul perché questo sia accaduto. Ho il massimo rispetto per l'attività degli inquirenti ma constato i fatti, che dicono che ci sono state anomalie sia nel funzionamento del trojan sia in una sorta di intermittenza del trojan stesso". "Questo è tema oggetto delle riflessioni difensive, perché sia stato inserito solo al presunto corrotto e non a presunti corruttori, con i quali non avevo mai avuto rapporti", ha aggiunto "Favori non ne ho mai fatti a nessuno, nella mia attività - assicura Palamara, replicando a Bruno Vespa che aveva fatto riferimento a un suo presunto favore a Matteo Renzi sull'archiviazione di una pratica a carico del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che aveva indagato su Banca Etruria e aveva una collaborazione col governo - sono sempre stato indipendente: ho incontrato esponenti della politica delle istituzioni, perché nella mia attività alla guida dell'Anm ho avuto contatti con tutti". "Ritenevo che il lavoro di Rossi andasse tutelato - ha spiegato -. Sono sempre stato al servizio delle istanze dei colleghi"

  • Il cantante dei Pooh e la freddura in diretta tv
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    Il cantante dei Pooh e la freddura in diretta tv

    Riccardo Fogli spara a salve su un personaggio in diretta tv: la gaffe avrà messo in serio imbarazzo Amadeus?

  • Morgan ancora una volta contro la sua ex, figlia di Dario Argento
    Spettacolo
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    Morgan ancora una volta contro la sua ex, figlia di Dario Argento

    Morgan di nuovo contro Asia Argento: il musicista ha rivelato alcuni retroscena sulle loto liti all'interno della sua autobiografia.

  • Burioni: "Trovare superdiffusori per diminuire isolamento sociale"
    Salute
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    Burioni: "Trovare superdiffusori per diminuire isolamento sociale"

    Diverse analisi epidemiologiche "hanno confermato che un piccolo numero di individui è responsabile per la grande maggioranza dei casi. Sono i superdiffusori. Isolare questi terribili 'superspreader' consentirebbe di controllare eventuali 'ritorni di fiamma' dell’epidemia, senza misure estreme di isolamento sociale che hanno un effetto drammatico, non solo sull’economia, ma anche sulla qualità della vita delle singole persone". Lo spiega il virologo Roberto Burioni in un articolo pubblicato sul sito 'MedicaFacts' fondato proprio dallo scienziato per la divulgazione scientifica e la lotta alle fake news.  "Una quantità spaventosa di malati di Covid-19 non ha trasmesso la malattia a nessuno! - ricorda Burioni - Certo, sono numeri piccoli e devono essere presi con prudenza, ma altre analisi epidemiologiche hanno confermato che un piccolo numero di individui è responsabile per la grande maggioranza dei casi". Sono i superdiffusori. Per spiegare questo fenomeno il virologo applica la legge di Vilfredo Pareto all'emergenza Covid-19. "L’ingegnere ed economista del secolo scorso sosteneva che la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause - evidenzia Burioni -, e potrebbe essere così anche per quest’epidemia. I contagi potrebbero essere imputabili a pochi superdiffusori". "Vilfredo Pareto studiando la distribuzione dei redditi, si accorse che in Italia il 20% delle persone possedeva l’80% delle terre. Questa osservazione - ricorda lo il virologo - ispirò la 'legge di Pareto', che in maniera empirica stabiliva che la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause". "Non mi spingo in territori che non mi competono (sperando nel contributo di esperti che vogliano chiarirci meglio le idee), ma la legge di Pareto sembra funzionare molto spesso - rimarca Burioni - il 20% dei venditori fa l’80% delle vendite, l’80% dei ricavi delle compagnie aeree e ferroviarie deriva dal 20% delle tratte più remunerative e via dicendo. Non so se questi esempi che ho trovato in Rete siano corretti, ma è poco importante ai fini di quello che voglio raccontarvi in questo articolo: nel caso del coronavirus, certamente, la maggior parte delle infezioni è dovuto a poche persone, i temibili 'superspreader', ovvero 'superdiffusori'". "Ne abbiamo già parlato, ma un recente lavoro svolto a Hong Kong ha stabilito che su 349 casi locali, ben 196 erano dovuti a sei (ripeto, 6) eventi di superspreading. Addirittura, una sola persona sembra averne infettate 7 - conclude Burioni - Proprio in questo studio si evidenzia come il 20% dei casi, tutti legati a eventi di riunione sociale, erano responsabili dell’80% dei contagi. Insomma, pare che per il Covid-19 Vilfredo Pareto ci avesse visto giusto".

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    L'Austria fa bene a non riaprire all'Italia? "Io penso faccia bene, ci sono ancora un sacco di casi in Italia. Penso che l'Austria abbia investito quanto noi per eliminare il virus e non vedo perché debba correre il rischio di importare nuovi casi senza implementare misure di controllo. Questa è una cosa seria e io penso che anche noi dovremmo implementare misure di controllo verso tutti quei paesi in cui l'epidemia è ancora attiva, come l'America o il Sud America". Così Andrea Crisanti, direttore Microbiologia e Virologia - A.O. Università di Padova, in collegamento con Agorà su Rai3. "Anche sui paesi europei bisognerebbe fare delle differenze, perché ci sono paesi e paesi. Io stabilirei dei criteri: se entri in Italia ti controlliamo la temperatura, anche se abbiamo visto che serve a ben poco, ti facciamo il tampone e verifichiamo che tu sia rintracciabile. Se sei positivo ti mettiamo in isolamento, non è che si può riaprire tutto così", aggiunge Crisanti.

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