M5S, spettro scissione a Bruxelles

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di Antonio AtteLa resa dei conti nel M5S potrebbe partire da Bruxelles. Lo spettro della scissione aleggia infatti sul gruppo pentastellato al Parlamento europeo: il recente voto sulla Pac ha rappresentato solo l'ultimo segnale di un malcontento covato da tempo. La delegazione grillina si è spaccata sul voto finale e in più si rincorrono le voci su interlocuzioni in corso tra il M5S - che è alla ricerca di una nuova collocazione europea - e gruppi come il Pse e i macroniani di Renew. "La scissione", dice all'Adnkronos l'eurodeputato 5 Stelle Ignazio Corrao, "è una possibilità concreta" ma "dipende dagli stati generali e se ci sarà un azzeramento dei vertici e un rinnovamento o meno".

Ma, osserva il braccio destro di Alessandro Di Battista all'Europarlamento, la questione Bruxelles "non c'entra niente" con Roma, dove pure si continua a parlare di un possibile rischio scissione dopo gli stati generali. Le parole di Corrao fanno capire quanto il clima sia teso all'interno della compagine M5S al Parlamento Ue: "Il dialogo sta a zero. C'è una parte che è rimasta sul programma e sulle battaglie ambientaliste che abbiamo portato avanti in questi anni e una parte che bussa ai gruppi di potere dell'establishment. Tutto legittimo ma le posizioni sono diventate sempre più distanti. Il voto sulla Pac ne è stato un esempio palese". In quell'occasione cinque europarlamentari pentastellati si sono espressi in dissenso con la linea ufficiale: oltre a Corrao, hanno votato contro Eleonora Evi, Rosa D'Amato, Piernicola Pedicini e Laura Ferrara.

La capo delegazione Tiziana Beghin fa intanto sapere di aver segnalato i colleghi dissidenti al collegio dei probiviri: "È molto opinabile - scrive su Facebook - dire che la nostra votazione sia stata una violazione del programma, ma nel caso ne fossero così convinti possono fare una segnalazione e richiedere una valutazione da parte dei probiviri; sul fatto, invece, che loro abbiano violato la regola della maggioranza per l'ennesima volta, e che stiano in ogni dove screditando i propri colleghi, invece, non c'è nessun dubbio e su questo la segnalazione ai probiviri l'ho fatta io e mi aspetto una rapida risposta".

Sul fronte interno, oggi si è conclusa la terza giornata degli stati generali e la questione della pandemia è entrata pienamente nel dibattito in corso attraverso il messaggio inviato da Vito Crimi ai facilitatori regionali. Dal capo politico M5S è arrivato un appello all'unità: "Vi chiedo di affrontare la giornata odierna e le successive guardando anche a ciò che sta succedendo fuori, inserendo le vostre proposte e ragionamenti nel contesto che ci troviamo a vivere. Nel Movimento così come nel Paese oggi più che mai sono fondamentali l'unità, il senso di responsabilità individuale e collettivo, la capacità di guardare a ciò che ci unisce più che a quello che ci divide".

"Se insieme riusciamo a rendere questo un momento di riflessione e costruzione rispetto a ciò che il Movimento 5 Stelle può dare all'Italia che verrà dopo la pandemia, allora questi stati generali diventano non solo l'occasione per parlare di noi, ma del Paese e al Paese", ha aggiunto il reggente grillino.