M5s: Tav, c'è solo il no. Torna il gelo sulla Diciotti

Pietro Salvatori

Tav, Diciotti, autonomie, acqua pubblica. Le elezioni d'Abruzzo sono state la più classica delle palle di neve lanciate verso valle. L'entità della valanga e quanti alberi trascinerà con sé è argomento del dibattito di queste ore. È sulla Torino-Lione il campo di battaglia più aspro. "I numeri sono impietosi", ha tuonato Danilo Toninelli non appena i suoi uffici hanno messo online l'analisi costi-benefici. Per i 5 stelle l'alta velocità è diventata ancor più una trincea ideologica. Nell'entourage di Luigi Di Maio la versione è una e una soltanto: questo tunnel non s'ha da fare. "È vero che in Abruzzo abbiamo pagato tutto quel che paghiamo di solito alle amministrative – ragiona uno dei vertici parlamentari – ma è innegabile che soffriamo lo stare al governo".

Un ragionamento su cui l'ala radicale e quella pragmatica si saldano. Pur avendo due letture diametralmente opposte sul da farsi. Per i primi è necessario un ritorno alle origini, ai vecchi temi che sono sempre stati la cifra qualificante del Movimento. Per i secondi è bene sì arginare una certa emorragia dei voti della prima ora, ma non basta. "Hai visto i dati dell'istituto Cattaneo? – spiega uno di loro – Abbiamo un forte travaso di voti a destra. E questi pensano che dire no Tav e sì acqua pubblica come una volta basti. Sono matti". I leghisti bombardano dalla ridotta della contro-analisi che racconta di numeri totalmente diversi. Ma sia gli uni che gli altri coltivano l'idea di rimandare la decisione finale a dopo le europee. Che per coincidenza coincidono con le elezioni regionali piemontesi, tenzone dove paradossalmente la Torino Lione costituisce per entrambi un ottimo argomento elettorale.

La tensione sull'analisi del voto si taglia con il coltello. Luigi Di Maio è letteralmente sparito dai radar per due giorni, dopo aver passato domenica e lunedì mattina a Milano, a compulsare dati e studiare strategie con Davide Casaleggio. Tra i parlamentari che sciamano dopo una...

Continua a leggere su HuffPost