M5s, Trano: direttivo ridotto a fabbrica di fake news

Pol/Bac

Roma, 20 mar. (askanews) - "Mentre un Paese intero chiede al Governo e al Parlamento di lavorare per tutelare la salute di tutti e sostenere l'economia colpita dall'emergenza coronavirus, non solo il Direttivo del Movimento 5 Stelle si preoccupa del potere e delle poltrone, ma si è ridotto anche a una fabbrica di fake news". Lo afferma in una nota Raffaele Trano, raggiunto da un provvedimento di espulsione dal M5s.

"Quando ho saputo della mia espulsione dal gruppo M5S alla Camera, essendo stato democraticamente eletto presidente della Commissione finanze a Montecitorio al posto del collega Nicola Grimaldi più gradito al Direttivo, sono stato colpito - aggiunge - da un provvedimento del genere, preso senza ascoltarmi e senza interpellare gli iscritti, in un momento di enorme difficoltà per l'Italia e in cui le priorità dovrebbero essere altre. Quanto ho poi letto sul Blog delle Stelle e le dichiarazioni fatte in videoconferenza ai colleghi dal reggente Vito Crimi, che avevo chiesto di incontrare senza che mai si rendesse disponibile a un confronto con me, mi hanno però confermato i dubbi peggiori".

"Il Direttivo, a quanto pare interessato solo alle poltrone e ormai distante da quegli ideali del Movimento 5 Stelle a cui ho sempre creduto e credo, per giustificare l'epurazione di chi come me non è parte dei giochi di Palazzo, ha fatto ricorso infatti - sostiene Trano - a quelle fake news che sin dall'inizio M5S combatte. Sul blog è stato scritto che la mia elezione è stata un grave danno al Movimento sulla capacità di portare avanti la propria azione politica all'interno della coalizione di governo, quando invece, avendo premiato i colleghi il mio lavoro e la mia competenza, ho subito chiarito che la mia lealtà al Governo e allo stesso Movimento non era minimamente in discussione. Il reggente Crimi ha poi dichiarato che la mia elezione ha comportato un venire meno della capacità del M5S di essere considerato attendibile nell'ambito della compagine di governo per quanto riguarda gli accordi sulle future nomine. Sono stato dunque sacrificato per i giochi di potere e contro di me proprio quelle che dovrebbero essere le guide di noi parlamentari hanno attivato la macchina del fango. Altro che il merito prima di tutto. Il Direttivo, anziché preoccuparsi della mia elezione a presidente e di perdere tempo prezioso che potrebbe impiegare per contribuire a quanto realmente serve al Paese, come io sto cercando di fare con la Commissione finanze, dovrebbe forse pensare alla sua inadeguatezza se un voto democratico non lo rende credibile davanti agli alleati di governo".

"Il problema in realtà è che tanto nel Conte 1 quanto nel Conte 2 il Movimento, la forza di maggioranza relativa, è stato sempre subalterno agli alleati per i limiti evidenti della dirigenza, gli stessi che lasciano M5S nelle mani di un reggente e impediscono un sano confronto al termine del quale scegliere una vera guida. E gli stessi alleati quello che hanno sempre lamentato è l'inaffidabilità della dirigenza a 5 stelle in scelte determinanti per il Paese, di sicuro non per un presidente scelto perché ritenuto più valido del collega sponsorizzato da chi ha sinora provocato al Movimento solo un tracollo nelle urne. I cittadini vogliono risposte ai problemi concreti, oggi più di ieri, vogliono politici competenti e seri. I tempi della vecchia politica e quelli della protesta senza proposta sono finiti", conclude.