M5s, una maionese impazzita

Pietro Salvatori
(Photo credit should read Marco Ravagli / Barcroft Media / Barcroft Media via Getty Images)

Scena numero uno. Da Londra Giuseppe Conte, impegnato al vertice Nato, assicura: “Con gli altri leader europei abbiamo parlato di molte cose, e senza entrare nei dettagli, posso dire che quando c’è da difendere gli interessi dell’Italia non mi distraggo mai”. Scena numero due. A Palazzo Chigi si incontrano i 5 stelle sul Mes e cominciano a preparare, in solitaria, una risoluzione in vista del 10 dicembre, quando la maggioranza dovrà dare un mandato al premier per il Consiglio europeo della prossima settimana. Scena numero tre. A Palazzo Madama Nicola Morra, influentissimo presidente della commissione Antimafia, da mesi su una linea fortemente critica nei confronti della leadership esercitata da Luigi Di Maio, convoca i senatori per fare il punto della situazione sullo stato di salute del Movimento. Scena numero quattro. La Camera è una pentola a pressione nei confronti del capo politico M5s, sul suo modo di esasperare la comunicazione, su un logorante tirare la corda senza senso. Un deputato di peso tenta una sdrammatizzazione che è, nei fatti, una bordata: “L’unico modo che ha Luigi per entrare qui e uscirne indenne è presentarsi con Ale. Perché lui davvero lo assaltano, non ne viene fuori vivo”. Ride. “Ale” è Alessandro Di Battista, con il quale il leader ha rinsaldato l’asse proprio in questi ultimi giorni.

Una situazione che si muove costantemente sul filo del rasoio. Il bug, che al momento sembra irrisolvibile, è il rapporto fra i due leader pentastellati. Che non viene risolto, e che pian piano nei suoi effetti si allarga, iniziando a tirare dentro l’intera discussione dei 5 stelle, mai come oggi una maionese impazzita. A poco servono le rassicurazioni del presidente del Consiglio. Per il quale no, non c’è nessuna tensione con il ministro degli Esteri. E per il quale ancora no, nessuna crisi di governo è in vista. Il capo politico M5s tuona: “Sul Mes, siamo molto determinati. Per noi bisogna rinviare: così com’è non...

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