M5S, Venezuela 'mon amour': tra post di Grillo e quel viaggio a Caracas

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di Antonio Atte 

Piovono smentite e minacce di querele dopo lo scoop del quotidiano spagnolo 'Abc' sui presunti finanziamenti in nero del regime venezuelano al Movimento 5 Stelle. Secondo la stampa iberica, il governo di Hugo Chavez nel 2010 avrebbe versato nelle casse del neonato M5S una cifra pari a tre milioni e mezzo di euro. E mentre tutto il Movimento insorge - a partire da Davide Casaleggio, che annuncia una battaglia legale per difendere la reputazione del padre Gianroberto, scomparso nel 2016 - bollando la notizia come fake news, le opposizioni chiedono al ministro degli Esteri Luigi Di Maio di riferire in Parlamento sulla vicenda e ricordano come i grillini abbiano riservato al regime di Chavez prima, e di Maduro poi, un atteggiamento 'morbido', se non proprio accondiscendente. Spulciando sia il Blog di Beppe Grillo che il Blog delle Stelle (house organ ufficiale del Movimento) il tema Venezuela ricorre in numerosi post. Il 22 febbraio 2019, sul sito di Grillo, Fabio Massimo Parenti scrive che "il mondo non accetta più i diktat statunitensi" e che "la maggioranza dei paesi rappresentati all'Onu" riconoscono "la legittimità dell'unica presidenza votata, quella di Maduro".  

Pochi giorni prima sullo stesso Blog appare un post dal titolo 'Venezuela: l'oro nero che fa gola a molti' firmato da Danilo Della Valle (studioso di relazioni internazionali che scrive per 'L'antidiplomatico'). Nel pezzo non mancano critiche a Juan Guaidó, presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana dal 5 gennaio 2019 al 28 marzo 2019 e riconosciuto come presidente del Venezuela, tra gli altri, da Usa, Francia, Regno Unito. Ma non dall'Italia. "Prima dell'elezione a presidente dell'Assemblea nazionale" solo "un venezuelano su cinque conosceva Guaidó", definito dal "sociologo Marco Teruggi un 'personaggio creato ad hoc in laboratorio. Un mix di elementi che portano alla costruzione di un personaggio a metà tra il preoccupante e il ridicolo'; secondo lo scrittore venezuelano Sequera 'Guaidó è più popolare all'estero, soprattutto nei circoli delle elite della Ivy League di Washington": sono solo alcuni dei giudizi sferzanti riportati dal Blog di Grillo, dove si ricorda che "il Paese che diede i natali a Bolivar possiede la più grande riserva al mondo di oro nero" e che dopo la morte di Chavez sono arrivate le "sanzioni imposte da Usa ed Ue, che costano al Venezuela circa 33 miliardi di dollari" gettando il Paese in una crisi, "con scarsità di beni di prima necessità e medicine, e un aumento della pressione interna ed internazionale, ai danni del governo in carica".  

E' del 2015 il post 'Uscire dai #petrodollari, uscire dalle guerre', questa volta a cura di Marinella Correggia, dove il Venezuela di Chavez viene citato tra i Paesi che si sono ribellati al petrodollaro. "Nel mirino - scrive l'autrice - sono del resto tutte le nazioni dell'Alleanza Alba (Venezuela, Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicaragua) che non solo si sottraggono ai diktat del Fondo Monetario Internazionale ma cercano anche di sviluppare un proprio sistema finanziario basato sulla moneta virtuale sucre e perfino sul baratto". 

Sempre nel 2015 il Blog di Grillo ospita un intervento del regista americano Oliver Stone dal titolo 'Il colpo di Stato della Cia in #Ucraina'. "Ricordate il cambio di regime/colpo di stato del 2002, quando Chavez è stato temporaneamente estromesso, dopo che manifestanti pro e anti-Chavez erano stati colpiti da misteriosi cecchini nascosti in palazzine di uffici? Assomiglia anche alla tecnica usata all'inizio di quest'anno in Venezuela quando il governo legalmente eletto di Maduro è stato quasi rovesciato con l'uso di violenza mirata contro i manifestanti anti-Maduro", si legge nel post del cineasta.  

Nel 2014 compare un articolo di Massimo Fini dedicato sempre alla situazione in Ucraina, dove però non mancano passaggi sul Paese sudamericano: "Prendiamo il Venezuela, adesso, dopo la morte di Chavez, guarda caso ci sono queste rivolte. E' chiaro che in ogni Paese c'è del malcontento, a parte il fatto che la politica di Chavez in Venezuela era stata una politica non alla Castro. Chavez non era un comunista, ma un socialista e eletto democraticamente. E' altrettanto chiaro che gli Stati Uniti soffiano su questi malcontenti o li foraggiano". 

Facendo un salto indietro nel tempo - è il 2007 - ci si può imbattere in una lettera dello scrittore americano Gore Vidal con uno sperticato elogio a Chavez: "Guardo con ammirazione a quello che sta facendo Hugo Chavez, per esempio. E' un'ispirazione per il mondo intero, a differenza degli Stati Uniti, che non sono un'ispirazione per nessuno, tranne per potenziali dittatori". Non è da meno il Blog delle Stelle quando il 12 febbraio 2019 riporta il lungo intervento pronunciato in Aula dal deputato Pino Cabras sulla situazione in Venezuela. "Siamo ben lontani dal considerare Maduro un modello", affermava il parlamentare, sottolineando però che riconoscere Guaidó presidente "in termini diplomatici, è un atto impraticabile, avventato e incompatibile con gli obiettivi dell'Italia".  

Sempre il Blog delle Stelle ospitò il 4 febbraio dello stesso anno un post di Alessandro Di Battista che invitava il governo a mantenere una posizione "neutrale" rispetto alla crisi venezuelana: "L'Europa - scriveva l'ex deputato - dovrebbe smetterla una volta per tutte di obbedire agli ordini statunitensi". Si contano poi diversi interventi a firma Manlio Di Stefano: tra questi, il post del 4 marzo 2017, nei giorni in cui l'attuale sottosegretario agli Esteri guidava una delegazione pentastellata in visita in America Latina: in Venezuela, racconta il parlamentare, il M5S tenne "diversi incontri con i rappresentanti delle organizzazioni regionali dell'America Latina, come la Celac, l'Unasur e l'Alba-TCP" nonché "incontri bilaterali con i diversi rappresentanti governativi della regione" che arrivarono a Caracas il 5 marzo in occasione dell'anniversario della morte di Hugo Chavez.