Ma Cristoforo Colombo era spagnolo? Granada riesamina il suo Dna

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Roma, 20 mag. (askanews) – Nei laboratori di Granada, nel sud della Spagna, alcuni ricercatori stanno per riesaminare il Dna di Cristoforo Colombo, nel tentativo – affermano – di fare chiarezza sulle sue origini: il grande navigatore e scopritore delle Americhe nato a Genova nel 1451 e morto a Valladolid nel 1506, avrebbe potuto essere spagnolo? O portoghese? Per saperlo basteranno alcuni mesi.

Dei resti di Colombo sono per certo conservati nella cattedrale di Siviglia, anche se Santo Domingo sostiene di custodire delle ossa del grande navigatore nel museo Faro Colòn e nel 2003 si tentò di risolvere la disputa sul vero luogo della sua sepoltura con delle analisi genetiche. Questa è un’altra lunga storia che tuttavia è collegata. José Carlos Lorente, professore di medicina legale, tossicologia e antropologia fisica all’Università di Granada:

“Nel 2003 abbiamo riesumato le ossa di Colombo e di suo figlio Fernando, entrambi si trovano nella Cattedrale di Siviglia e poco prima avevamo ottenuto quelli di Diego Colombo, fratello di Cristoforo Colombo, si trovavano in un’altra stanza nella fabbrica di Cartuja Pickman. Da lì abbiamo iniziato a esaminare le ossa da un punto di vista antropologico prima e poi genetico”, ha raccontato in un’intervista a France Presse.

“Solo la semplice vista delle ossa ha dimostrato che tutte loro erano in un cattivo stato di conservazione, quelli di Fernando erano un po’ meglio, ma quelli di Cristoforo e del fratello Diego erano in cattive condizioni, il che è un problema per le analisi genetiche, perché chiaramente se l’osso è degradato, ogni cosa nell’osso, incluso il Dna, è anche fortemente degradato”.

I risultati della ricerca – realizzata assieme all’Università di Firenze e all’Università americana del North Texas – sono attesi per ottobre, ha annunciato in conferenza stampa il professore Lorente, a capo dello studio lanciato appunto nel 2003 e che in quell’anno confermò che le ossa di Siviglia appartengono a Colombo. Nel 2005 lo studio fu poi sospeso perché il team di ricerca affermò che la tecnologia per il Dna allora disponibile richiedeva un campione significativo di resti dell’esploratore per “ottenere delle informazioni molto piccole”, ha aggiunto Lorente.

“Oggi si può lavorare con meno quantità di Dna, si può purificare o pulire meglio il Dna che viene estratto. Mentre prima potevamo estrarre solo una piccola informazione, oggi abbiamo come una sorta di lente più potente che ci permette di leggere ogni tipo di informazione non importa quanto piccole siano le lettere”, ha concluso.

Questa nuova tecnologia utilizzerà dei piccoli frammenti di Dna estratti dalle ossa del grande esploratore conservate in una camera di sicurezza all’Università di Granada, per poterli compararare con alcuni presunti membri della famiglia di Colombo. Non solo. Saranno comparati anche con il Dna di persone viventi che portano lo stesso nome da diverse parti del mondo (e quindi in spagnolo Colòn o in portoghese Colombo). Il dibattito sulla nazionalità di Colombo va avanti.

(immagini France Presse)

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Alessandra Franco

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