"Ma non eravamo quelli subalterni?". Al Nazareno il passo indietro di Di Maio non viene vissuto male

Giuseppe Alberto Falci
ROME, ITALY - DECEMBER 04:Secretaryof Democratic Party Nicola Zingaretti during the Piu Libri Piu Liberi Publishing Fair at the Convention Center La Nuvola, on December 4, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images)

Il tweet di Nicola Zingaretti arriva alle 19 e 47. Esattamente un’ora dopo le dimissioni ufficiali di Luigi Di Maio da capo politico del M5S. “A Luigi Di Maio – cinguetta - un abbraccio per una scelta difficile che rispettiamo. A Vito Crimi un grande in bocca in lupo. C’è un’Italia che ha bisogno di crescita, lavoro, equità. Continueremo a lavorare per dare risposte e soluzioni concrete alle persone”. Ed è un modo quello del segretario del Pd per manifestare vicinanza nei confronti di un alleato di governo. Appunto, i cinquestelle. Il terremoto c’è stato perché il passo indietro di un leader politico a tre giorni da una tornata elettorale delicata, come quella di domenica prossima, non può non essere ascrivibile a un movimento tellurico di un movimento che ha cambiato pelle nel giro di pochi anni. Da contenitore di protesta a compagine di un esecutivo prima con la destra di Salvini, e ora con il centrosinistra. Tuttavia Zingaretti non aggiunge altro sull’affaire Di Maio. Anzi, preferisce guardare avanti,è fermamente concentrato sulle ultime ore di campagna elettorale, e sottolinea che in fondo “il Pd è salvo, c’è, e non era scontato dopo il 4 marzo il risultato delle elezioni drammatico, ed è il baricentro intorno al quale riorganizzare un campo alternativo alla destra”. Allo stesso tempo il numero uno dei democratici esclude contraccolpi in caso di sconfitta in Emilia Romagna e Calabria perché, spiega, “il voto delle regionali influisce sulla vita di chi vive quelle regioni”.

 

Non è dato sapere se questa dichiarazione sarà rispettata qualora si registrasse una debacle nella regione più rossa d’Italia. Eppure, fatta questa premessa e chiusi i taccuini, ai piani alti del Nazareno non si può non commentare il cataclisma che si è consumato nella galassia a cinquestelle. Ecco, qual è la reazione in casa Pd? Di preoccupazione o di soddisfazione? La tesi che va per la maggiore suona più o meno: “Ma non eravamo quelli...

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