Ma non si poteva fare di più?

Alessandro De Angelis
President of Italy Sergio Mattarella arrives to the Arraiolos Group meeting at Rundale Palace, Latvia, September 13, 2018. REUTERS/Ints Kalnins

La cronaca di una bocciatura annunciata, ed esemplare, è, al tempo stesso, la cronaca di un tentativo certo difficile, certo dai margini strettissimi, andato male. Detta in modo un po' brutale, il capo dello Stato, su tutta questa delicata partita della manovra, ha posto in essere, nelle condizioni date, una sorta di operazione di limitazione del danno: senza mai ricorrere al repertorio di moniti, reprimende e richiami allarmati, e senza mai fare da cassa di risonanza ai moniti, reprimende e richiami allarmati altrui, si chiamino Junker o Moscovici, ha tenuto un profilo collaborativo col governo, confidando che venisse aperto un negoziato serio con l'Europa. La famosa "mediazione", auspicata, sobriamente sollecitata come un aiuto perché è importante "tenere i conti in conti in ordine", ma mai come un rimprovero in nome del "ce lo chiede l'Europa", vissuta, nell'era sovranista, come un arcigno vincolo esterno che mina la sovranità popolare. Speranza affidata non solo a un'incrollabile fede, ma anche all'azione della cosiddetta ala dialogante del governo, da Moavero e Tria, sensibile alle preoccupazioni "istituzionali".

È inutile girarci attorno. La storia sta andando nella direzione del danno illimitato: bocciatura annunciata, con lo spread che oggi tocca quota 335 punti base, e la grande fuga degli investitori dai nostri titoli di Stato. Perfino le famiglie, chiamate dai dioscuri del sovranismo ad acquistare l'oro della patria hanno abbandonato i Btp, il che fa facilmente prevedere che i rendimenti sui titoli e lo spread sono destinati ad aumentare. E i "dialoganti" sono spariti o precipitati nella beffa di un ministro dell'Economia che dopo aver promesso una linea del Piave sul deficit, pare Cadorna a Caporetto, che difende chi lo ha sconfitto.

Ecco: la "bestia" non è stata addomesticata, i presunti ragionevoli, nel governo sono al guinzaglio dei due leoni del sovranismo (è prevedibile che comanda chi ha i voti), nell'opinione pubblica la voce di una...

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