Macerata, appello sindaco non basta: studenti e antagonisti sabato in piazza

Alessandro Banfo
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L'appello del primo cittadino era stato chiaro ("Si fermino tutte le manifestazioni"), ma un cosa è certa: le piazze di Macerata sabato 10 febbraio non saranno vuote. Dopo la furia di una settimana fa di Luca Traini, che ferì sei migranti a colpi di pistola, diverse organizzazioni hanno respinto di fatto l'invito del sindaco Romano Carancini annunciando manifestazioni nelle strade della città marchigiana.

Diversi attivisti di base, sezioni e circoli territoriali del Movimento Marche hanno infatti espresso la volontà di non abbandonare la piazza "per ripristinare l'agibilità democratica e riaffermare quanto sarà scritto nello striscione di apertura del corteo 'movimenti contro ogni fascismo ogni razzismo". "Saremo a Macerata, sabato 10, insieme a tanti e tante da tutta Italia, perché è inaccettabile equiparare le manifestazioni dei gruppi neofascisti che giustificano il gesto di Traini a quelle di chi porta avanti i valori fondativi della nostra democrazia e vuole portare solidarietà alle vittime, riportando colori in un territorio che in questi giorni si è riempito di nero", fanno eco le organizzazioni studentesche Rete della Conoscenza, Link e UdS. In definitiva, quindi saranno presenti una delegazione di LeU (sicuramente Pippo Civati e Nicola Fratoianni, ma forse anche Pier Luigi Bersani che anche domani sarà a una manifestazione antifascista a Vicenza) i movimenti antifascisti, i centri sociali e gli studenti saranno in piazza. Raccolgono invece l'appello del sindaco l'Anpi e il Partito democratico.

DUELLO ORLANDO-SALVINI. Nel frattempo lo scontro politico non si placa. I ministro della Giustizia

Andrea Orlando

infatti rivela: "Sono andato a Macerata e per questo io e la mia famiglia abbiamo ricevuto offese e minacce. Ma i fascisti scappano, non mi fanno paura". Poi lancia la stoccata a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini: "Si qualificano per quello che sono: degli irresponsabili. Perchè dare una qualunque giustificazione a un atto criminale significa sdoganarlo, dargli un valore politico. E tutto ciò è gravissimo". "Non rispondo agli insulti di Orlando: lui e il suo governo farebbero meglio a lavorare. Invece, dopo il via libera della maggioranza di ieri in Parlamento, si preparano ad approvare l'ennesimo salva ladri. Dopo gli indulti mascherati e gli svuota carceri Orlando e Renzi stanno per rimettere in libertà criminali seriali e delinquenti condannati fino a quattro anni, aumentando così la rabbia e il disagio sociale - controbatte il leader del Carroccio - E forse si apriranno le porte del carcere anche per il nigeriano coinvolto nella morte della povera Pamela. Mi auguro che il governo ci ripensi e non dia il via libera a quest'ennesimo scempio". Il riferimento diretto è alla riforma penitenziaria varato dal consiglio dei ministri dopo il parere favorevole dato in precedenza dalle commissioni giustizia al decreto legislativo.