Macerata, confermata condanna a 12 anni per Luca Traini

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Roma, 2 ott. (askanews) - "Me lo aspettavo", così Luca Traini ha commentato la sentenza della corte di Assise di Appello di Ancona che ha confermato la condanna a 12 anni di reclusione per il raid a colpi di pistola in cui ferì sei migranti a Macerata il 3 febbraio 2018, dopo la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta pezzi il 31 gennaio; una reazione alla sua morte, come Traini stesso ha poi raccontato.

Il trentenne di Tolentino ha anche dedicato un libro a Pamela, dove racconta tutto, a partire dall'arresto e dal processo a Innocent Oseghale, spiega cosa è successo il 3 febbraio e poi dopo la sua vita nel carcere, prima a Piacenza nel reparto di osservazione psichiatrica con la sua amicizia con un detenuto nord africano, poi nel carcere di Montacuto ad Ancona.

"Stiamo ancora cercando un editore e l'impegno di Luca è devolvere il ricavato alle vittime della sua condotta", ha spiegato ad Askanews Giancarlo Giulianelli, il difensore di Traini, che commentando la sentenza sottolinea: "Ce lo aspettavamo, era tra gli esiti possibili, nessuna sorpresa, ma allo stesso tempo era possibile anche una riduzione di pena, soprattuto in base ad una serie di considerazioni, come il suo pentimento, la buona condotta in carcere, il suo contegno processuale". Invece la condanna è stata confermata in toto; e il difensore, che aveva contestato l'accusa di strage e i motivi razziali e chiesto le attenuanti generiche, ha annunciato ricorso in Cassazione.