Macerata, LeU a Gentiloni e Minniti: "Pericoloso vietare il corteo"

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"Saremo a Macerata, sabato 10, insieme a tanti e tante da tutta Italia, perché è inaccettabile equiparare le manifestazioni dei gruppi neofascisti che giustificano il gesto di Traini a quelle di chi porta avanti i valori fondativi della nostra democrazia e vuole portare solidarietà alle vittime, riportando colori in un territorio che in questi giorni si è riempito di nero". Lo scrivono in una nota le organizzazioni studentesche Rete della Conoscenza, Link e UdS confermando la presenza alla manifestazione antifascista di sabato 10 a Macerata. 

Nonostante l'annullamento dell'evento da parte del sindaco della città, Romano Carancini, per evitare possibili scontri, molti stanno comunicando che scenderanno lo stesso in piazza.

Il ministro Minniti aveva appoggiato la scelta del sindaco e ringraziato Anpi, Cgil, Arci e Libera per aver sospeso le manifestazioni in "questo momento così delicato per la città, che ora ha bisogno di pace e tranquillità". Ma gli studenti non approvano queste parole. "Condanniamo - spiegano nella nota - la scelta con cui un Ministro dell'Interno di una Repubblica democratica e antifascista ha vietato un corteo antirazzista e antifascista, dopo quanto avvenuto nella città in questi giorni. Dalle scuole e dalle università vogliamo costruire un Paese diverso fondato sui valori della solidarietà, come presente e futuro di questo Paese non possiamo che stare in quella piazza", scrivono le associazioni studentesche. "Saremo a Macerata contro l'odio e il terrorismo nero, contro chi propaganda odio e violenza e costruisce sull'odio razziale la sua campagna elettorale".

"Speriamo - dichiara Martina Carpani, coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza - che Arci, Anpi, Cgil e Libera ci ripensino. L'unico appello alla responsabilità che ci sentiamo di avallare è quello di essere in una piazza unita, antifascista, solidale. In un momento in cui nel Paese il clima si esaspera e la politica sembra vacillare c'è bisogno che sia il sociale ad assumersi l'onere di costruire e propendere verso un'idea di futuro per il Paese, riconoscendo le contraddizioni del nostro tempo ed assumendosi il ruolo storico di resistere alla barbarie, nella risposta collettiva e di massa in nome di ciò che è giusto. Con questo spirito la nostra organizzazione sarà a Macerata, sentendoci addosso il dovere di combattere per un futuro più giusto".

Anche LeU ha condannato lo stop di Minniti al corteo. "I fatti di Macerata - si legge in una nota del candidato alla regione Lombardia, Onorio Rosati - sono l'ultimo episodio di una preoccupante crescita di iniziativa della destra fascista e razzista, favorita da una cultura politica di cui la Lega è la principale portatrice. Il ripetersi di aggressioni e intimidazioni fisiche e di istigazioni alla violenza attraverso il web richiedono una mobilitazione ferma e di massa, come auspicato anche dalla presidente della camera Laura Boldrini."

"La scelta che avete fatto di vietare la possibilità di manifestare sabato prossimo a Macerata è sbagliata e pericolosa. Quello che è successo a Macerata - scrivono in una nota Pippo Civati, Nicola Fratoianni e Roberto Speranza - ha un nome preciso: si tratta di un atto di terrorismo. Una tentata strage, le cui ragioni hanno una matrice precisa: fascismo e razzismo. Non il gesto di un folle, di un pazzo, di un criminale isolato. Qualcosa di molto più grave. Quando dalle parole di passa alle pistole succede qualcosa che non possiamo ignorare. E di fronte a cui occorre reagire".

"In tutta Europa, per fortuna, la risposta al terrorismo - continuano gli esponenti di LeU - ha mobilitato un dispositivo largo, composito, determinato. Oggi, qui, occorre una risposta che abbia le stesse caratteristiche. E devo dirvi che troviamo sbagliate e ingiustificate le parole di chi, come il Sindaco di Macerata, chiede di evitare le manifestazioni in nome di un silenzio rispettoso della città, e delle sue ferite. Non tutte le manifestazioni sono uguali. In questi giorni prima Casa Pound e poi Forza Nuova che annuncia di voler farsi carico delle spese legali di Traini (immaginate cosa sarebbe successo ad una organizzazione che in un qualsiasi posto d'Europa colpito dagli attentati avesse annunciato una simile volontà) manifestano a Macerata. Fascismo e Antifascismo non sono in nessun modo paragonabili. Né possiamo accettare che in nome di una malintesa responsabilità torni la teoria degli opposti estremismi. Il rischio, altrimenti, è quello di spianare la strada al ritorno delle peggiori culture che abbiamo conosciuto. Per tutte queste ragioni manifestare non è mai un errore. Per questo chiediamo che l'annunciato divieto a manifestare non venga messo in atto. Perché manifestare l'antifascismo, celebrare la nostra religione civile, la nostra Costituzione è sempre giusto. E necessario."