“Macron è feroce con migranti e sindacati"

Giuseppe Fantasia
CERGY, FRANCE - JANUARY 14; French writer Annie Ernaux poses during portrait session held on January 14, 2008 in Cergy, France. (Photo by Ulf Andersen/Getty Images)

"Emmanuel Macron? È un autocrate con il desiderio di restaurare la monarchia, c'è qualcosa di molto violento che non viene percepito dagli osservatori e che si sta producendo durante la sua presidenza". È immediata e decisa la risposta della scrittrice Annie Ernaux quando le chiediamo cosa ne pensi del suo presidente attuale, fissandoci ancora di più con i suoi occhi color ceruleo. Siamo a Lignano Sabbiadoro e lei che - a ragione - è considerata una delle autrici più autorevoli del panorama culturale francese (suoi i besteller Il posto, Gli anni, vincitore del Premio Strega Europeo, L'altra figlia, Memoria di ragazza e Una donna, pubblicato come tutti gli altri da L'orma editore), ha ricevuto il 34esimo Premio Hemingway per la Letteratura, "il più grande scrittore nel Novecento americano, molto legato al mio percorso di scrittura e di vita", ci spiega. "Di fatto – aggiunge subito dopo – Macron si è accorto che la Francia non si è ancora ripresa dall'elaborazione del lutto della mancanza di un re, e sta agendo in qualche maniera per colmare quel vuoto, ma così facendo, non si rende conto che si allontana sempre di più dalla vita quotidiana delle persone normali, le cui esigenze sono sempre prese meno in considerazione dalla sua presidenza". "Tutto questo emerge dalle sue affermazioni: nel suo agire politico, la comunicazione corrisponde a tutto. Una politica del genere ha una stagione sola, non durerà, o almeno, così spero".


Nella sua autobiografia, "Memoria di ragazza" (uscita lo scorso anno anche da noi nella traduzione di Lorenzo Flabbi https://www.huffingtonpost.it/2017/05/11/in-memoria-di-ragazza-annie-ernaux-racconta-labisso-della-bul_a_22079756/ ), c'era la Francia di De Gaulle, quella del franco pesante, di Dalida e di una nuova Repubblica: oggi come vede il suo Paese?

"È difficile rispondere sul presente perché siamo nell'occhio del ciclone, ma noto una differenza rispetto al 1958, che è poi l'anno in cui ambiento quel libro: la...

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