Macron ai francesi: "Vaccinatevi, la pandemia non è finita"

·3 minuto per la lettura
French President Emmanuel Macron looks on during a news conference with Benin's President Patrice Talon after the signing of an agreement about the return of looted cultural artefacts to the African country, at the Elysee Palace in Paris, France, November 9, 2021. REUTERS/Sarah Meyssonnier (Photo: SARAH MEYSSONNIER via REUTERS)
French President Emmanuel Macron looks on during a news conference with Benin's President Patrice Talon after the signing of an agreement about the return of looted cultural artefacts to the African country, at the Elysee Palace in Paris, France, November 9, 2021. REUTERS/Sarah Meyssonnier (Photo: SARAH MEYSSONNIER via REUTERS)

“Vaccinatevi: conto su di voi”. Più che una raccomandazione, un vero e proprio appello alla nazione quello fatto dal presidente Emmanuel Macron durante il suo discorso ai francesi, il nono dall’inizio della crisi del coronavirus.

“La pandemia non è ancora finita, dovremo vivere con il virus e le sue varianti fin quando la popolazione mondiale non sarà vaccinata”, ha detto l’inquilino dell’Eliseo. In questa guerra contro il virus, lunica soluzione ”è l’iniezione di una dose supplementare”. Ma il presidente vuole evitare strappi, per questo annuncia il mantenimento del green pass condizionato alla terza dose solamente per gli over 65 e le persone vulnerabili a partire dal 15 dicembre. Sempre dal prossimo mese, verrà aperta la campagna vaccinale di richiamo per la fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni. Fuori discussione aprire la vaccinazione per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, come qualcuno aveva ipotizzato.

Niente restrizioni. Macron preferisce affidarsi al buon senso dei francesi, soprattutto a quei sei milioni che ancora non hanno ricevuto nemmeno una dose: “ricordo che una persona vaccinata ha 11 volte in meno di probabilità di ritrovarsi in ospedale”, ha detto il capo dello Stato.

Ma nel corso dell’intervento Macron ha avuto tempo anche di fare il punto sulla situazione economica e politica del Paese. La Francia “è in testa fra le grandi economie europee e abbiamo la disoccupazione che e’ ai livelli più bassi da 15 anni a questa parte” ha detto Macron, poche ore dopo le nuove stime del Fmi sulla crescita della Francia per il 2021, riviste al rialzo dal 6,3% a “circa il 6,75%”.

Il presidente francese ha poi evocato la riforma delle pensioni, ultimo grande cantiere del suo mandato prima delle prossime elezioni presidenziali. Il tanto contestato progetto, bloccato con l’arrivo del coronavirus, non verrà rilanciato fino a quando la situazione sanitaria non sarà migliorata.“Il desiderio unanime espresso dalle organizzazioni sindacali e professionali di concentrare gli sforzi sul bisogno di concordia in questo momento che vive la nostra nazione fanno si che le condizioni non sono riunite per rilanciare oggi questo cantiere”, ha riconosciuto Macron. In compenso, per l’inizio del prossimo anno è previsto un “dibattito democratico”. sull’argomento. Il rischio di risvegliare nuove proteste durante la quinta ondata di Covid con le presidenziali alle porte è troppo alto. Macron vuole confortare i francesi, mantenendo però l’attenzione alta sulla crisi.

Il discorso è arrivato dopo settimane di annunci su nuovi finanziamenti a sostegno di diversi settori: dalla sicurezza all’industria passando per i giovani, al sanità e il turismo. Nel corsp dell’intervento, Macron ha ribadito che i prestiti garantiti dallo Stato per le imprese più colpite dalla pandemia verranno prolungati fino al 2022. La politica del “costi quel che costi” lanciata all’inizio della crisi per sostenere il Paese con l’inizio della campagna elettorale assume in questo momento un significato ancora più decisivo per il presidente, che deve rispolverare la sua immagine da riformatore.

Con il discorso, molto probabilmente l’ultimo di questo mandato, l’inquilino dell’Eliseo ha avuto al possibilità di rivolgersi direttamente ai francesi con un monologo di circa mezz’ora. Una scelta dettata dalla situazione sanitaria, ma fortemente criticata dalle opposizioni, che hanno denunciato la strumentalizzazione politica dell’intervento. Macron, a differenza dei suoi rivali, ancora non è entrato in campagna elettorale. Secondo un sondaggio realizzato da Harris e pubblicato nel pomeriggio dal settimanale Challenges, il giornalista e opinionista ultraconservatore Eric Zemmour sta continuando la sua cavalcata nelle intenzioni di voto, dove si attesta tra il 18 e il 19 per cento, ormai davanti a Marine Le Pen, tra il 15 e il 16 per cento. Per il momento, Macron continua a guardare i suoi avversari dall’alto, in bilico tra il 23 e il 24 per cento.

...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli