Macron a Roma, i dossier sul tavolo

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Italia-Francia, si prova a voltare pagina. Sette mesi dopo quella che è stata definita la crisi diplomatica più grave dal dopoguerra, con il richiamo a Parigi dell'ambasciatore Christian Masset in seguito all'incontro tra Luigi Di Maio e i gilet gialli, arriva a Roma il presidente francese Emmanuel Macron . Che sarà il primo leader europeo ad incontrare il premier Giuseppe Conte dopo la nascita dell'esecutivo giallo-rosso, la chiusura della stagione giallo-verde e gli scambi di insulti con la Lega di Matteo Salvini.  

Dopo l'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - con il quale il filo non si è mai interrotto, "garante della continuità e della qualità del rapporto franco-italiano", hanno sottolineato dall'Eliseo - Macron alle 20 sarà ricevuto a Palazzo Chigi per una cena di lavoro, durante la quale il dossier principale sarà quello della migrazione. E su questo, dicono all'AdnKronos fonti qualificate, "siamo fiduciosi che ci possa essere un ulteriore passo avanti" in direzione di una soluzione europea al problema.  

"La visita di Macron rappresenta uno dei tanti tasselli del lavoro dei prossimi giorni, che comprende la visita del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese a Berlino, i suoi contatti con il collega francese Christophe Castaner e poi la riunione di lunedì a Malta dei ministri degli Interni" di Italia, Francia, Germania, Malta, Cipro e Spagna. "Siamo sicuri di poter trovare soluzioni comune nelle prossime settimane con l'Italia", fanno eco fonti dell'Eliseo, secondo cui la priorità resta quella di costruire "una soluzione duratura e stabile" tra i Paesi europei. 

I DOSSIER - Con Francia e Germania c'è, di fatto, una convergenza, ma sullo sfondo restano due nodi che ostacolano il via libera a un meccanismo di redistribuzione automatica che metta d'accordo l'Europa su uno dei temi più annosi per il Vecchio continente: da un lato la distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo, che l'Italia mira a superare; dall'altro la rotazione dei porti di approdo, per coinvolgere altri Paesi e non lasciare l'Italia sola a gestire l'emergenza. Sul punto Parigi ribadisce di volere "un meccanismo stabile, prevedibile e automatico di ripartizione delle persone salvate in mare, senza rimettere in discussione il principio dell'approdo più vicino" 

Conte ne discuterà con Macron, anche se fonti di Palazzo Chigi fanno notare che si tratta di questioni che vanno affrontate a 360 gradi con l'Europa tutta e nell'ambito di una politica complessiva che tenga conto di tre direttrici: gestione degli sbarchi, accordi di riammissione e la cooperazione con l'Africa, cui si aggiunge la questione dei corridoi umanitari nei paesi di origine e di transito. 

A parte i migranti, gli altri dossier al centro dei colloqui tra il presidente e il premier sono i temi economici europei, con l'intesa tra Francia e Italia per una maggiore flessibilità sui conti pubblici, favorendo gli investimenti produttivi, e poi i temi dell'attualità internazionale. Libia in primis, dossier su cui l'Italia continua a mantenere un'attenzione altissima (prima di Macron a Palazzo Chigi ci sarà il premier del governo di accordo nazionale Fayez Serraj), come la Francia, che insieme ai leader del G7 ha sollecitato la convocazione di una conferenza internazionale. E poi Iran, con la leadership assunta da Macron fra i Paesi europei nel negoziato con Teheran, e Ucraina.  

L'incontro potrebbe essere anche l'occasione per annunciare la tenuta del vertice intergovernativo Italia-Francia, che spetta a Roma organizzare (l'ultimo risale al settembre del 2017 a Lione), e la ripresa dei lavori per il Trattato del Quirinale, la cui firma era attesa per fine 2018, che dovrebbe strutturare le relazioni tra i due Paesi sul modello di quelle di Francia e Germania regolate dal Trattato dell'Eliseo. D'altronde dalla cultura fino al settore industriale passando dalle questioni europee gli interessi in comune dei due Paesi sono numerosi. Due dei maggiori gruppi bancari francesi, Bnp Paribas, che nel 2006 ha acquistato la Bnl, e Credit Agricole, che ha rilevato Cariparma e FriulAdria, sono protagonisti da molto tempo sul mercato italiano. Nel settore della grande distribuzione importanti gruppi francesi, come Carrefour, la fanno da padrone. Il colosso transalpino Auchan, invece, nelle settimane scorse ha fatto un passo indietro cedente le sue attività italiane. 

Secondo quanto trapela, nell'incontro tra Macron e Conte non si dovrebbe entrare troppo nel dettaglio dei singoli dossier economici che vanno dalla Tav Torino-Lione fino ai Chantiers de l'Atlantique (ex Stx France).  

Sul primo punto, dopo che il Senato il 7 agosto ha respinto la mozione del Movimento 5 Stelle contro la Torino-Lione e approvata quella del Pd con il sostegno della Lega e del centrodestra, l'opera sembra finalmente indirizzata sui binari giusti dopo uno stallo durato circa un anno. Attualmente italiani e francesi sono al lavoro per definire il documento destinato all'Agenzia Inea che certifica la riprogrammazione del planing dei lavori per la Tav. Entro il 25 settembre dovrebbe essere completato il dossier che dovrebbe permettere di ottenere una proroga di almeno due anni, da dicembre 2019 a dicembre 2021, sulla tabella di marcia iniziale. 

Entro novembre le aziende che sono candidate per i lavori di scavo sul lato francese (2,3 miliardi di euro) e che sono risultate in linea con i criteri economici e tecnici fissati dal bando riceveranno i capitolati dei lavori. Poi arriverà la fase delle offerte economiche. Entro il 30 settembre, per quanto riguarda il versante italiano, scaderà il termine di presentazione delle candidature delle imprese interessate a partecipare ai bandi. 

Per quanto riguarda il dossier Fincantieri - Stx c'è l'attesa per il via libera dell'Antitrust Ue. Secondo il regolamento Ue sulle concentrazioni, Bruxelles si deve esprimere entro 25 giorni dalla ricezione delle notifica - che dovrebbe essere effettuata entro la fine del mese- che possono arrivare fino ad un massimo di 90 giorni dall'avvio del procedimento. Ad ottobre 2018 Fincantieri e Naval Group, il gruppo francese della cantieristica della difesa, hanno firmato intanto l'accordo per dare vita all'annunciata joint venture nelle navi militari. Tra i dossier economici tra i due paesi è 'sparito' almeno per ora quello tra Fca e Renault. L'offerta presentata dal gruppo torinese era stata ritirata a giugno scorso dopo la levata di scudi del governo francese, azionista di riferimento della casa automobilistica francese.