Macron vuole fare "incazzare" i no vax: la sua campagna elettorale è partita

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France's President Emmanuel Macron  (Photo: THOMAS COEX via Getty Images)
France's President Emmanuel Macron (Photo: THOMAS COEX via Getty Images)

La promessa di Emmanuel Macron di far arrabbiare (letteralmente “emmerder”) i no vax “fino alla fine” manda in cortocircuito la politica francese, mentre il Paese affronta un nuovo picco dei contagi (oltre 270mila nella giornata di ieri) e il Parlamento ha più volte sospeso la discussione sul super green pass in salsa d’oltralpe. In un’intervista al quotidiano francese Le Parisien, il presidente ha usato toni insolitamente duri contro i francesi che rifiutano la vaccinazione. “I non vaccinati, voglio davvero farli incazzare. E così continueremo a fare, fino alla fine. Questa è la strategia”, ha dichiarato. E ancora: “Quando la mia libertà minaccia quella degli altri, divento un irresponsabile. Una persona irresponsabile non è più un cittadino”.

A tre mesi dalle elezioni presidenziali, le sue parole hanno avuto l’effetto di un “elettroshock” sulla politica francese, scrive AFP. Difficile pensare che Macron, un leader che ha fatto dell’essere moderato la sua cifra distintiva, si sia lasciato sfuggire parole così dure senza calcolarne gli effetti. Secondo Jerome Fourquet dell’istituto di sondaggi Ifop, Macron fa leva sul fatto che in Francia è stato vaccinato il 90% della popolazione vaccinabile: è a questa larghissima maggioranza che è rivolto il suo messaggio. “Il primo obiettivo è quello di parlare al suo elettorato”, ha dichiarato Fourquet a France Info. “Il secondo obiettivo è quello di creare una divisione o uno scontro con avversari scelti da lui stesso”.

Il linguaggio del presidente ha suscitato reazioni indignate tanto a destra quanto a sinistra. La candidata dei repubblicani alla presidenza della Repubblica, Valérie Pécresse, ha commentato all’emittente televisiva CNews che “è giunto il momento di mettere fine a questo quinquennio del disprezzo”. “Non spetta al presidente della Repubblica scegliere tra francesi buoni e francesi cattivi”. Per il capogruppo dei repubblicani Damien Abad, Macron ha scelto di percorrere “gli stessi campi della signora Le Pen e del signor Zemmour”. “Non posso sottoscrivere un testo che ha l’unico obiettivo di far incazzare i francesi”, ha dichiarato il presidente del partito Christian Jacob, riferendosi al disegno di legge con cui il governo vuole trasformare l’attuale pass sanitario – che funziona come il green pass italiano – in un pass vaccinale, ovvero un certificato di completamento del ciclo di vaccinazione da esibire per accedere nei luoghi pubblici.

L’esecutivo accusa i repubblicani di fare il doppio gioco sul pass vaccinale, tra sostegno pubblico e critiche in Aula. Il portavoce del governo Gabriel Attal ha convocato martedì Pécresse per “chiarire la sua posizione”. “Non ci opporremo a questo testo [...] per senso di responsabilità”, ha risposto la candidata, che nelle ultime settimane ha scalato i sondaggi e ora è data al secondo turno delle presidenziali conto Macron.

Contro le parole del presidente sono intervenuti anche gli altri attori della corsa all’Eliseo. Per la leader del Rassemblement National Marine Le Pen, “Macron è indegno della sua funzione”, “un presidente non dovrebbe dire cose del genere”. L’ultraconservatore Eric Zemmour ha promesso che una volta eletto smetterà di “rompere le scatole ai francesi”.

Ma gli attacchi, pesantissimi, vengono anche da sinistra. Il leader di France Insoumise Jean-Luc Melenchon ha parlato di “ammissione sconcertante […]: il pass di vaccinazione è una punizione collettiva contro la libertà individuale”; la socialista Anne Hidalgo si è limitata a twittare le dichiarazioni del capo dello Stato accompagnate dal commento “Riunire la Francia”; il candidato dei Verdi Yannick Jadot ha definito quello di Macron un “errore politico”, mentre il candidato comunista Fabien Roussel ha parlato di “dichiarazione indegna e irresponsabile”.

Alla tanto discussa intervista di Macron sono seguiti anche molti commenti sui principali media. Il quotidiano Les Echos parla di un “rumoroso ingresso in campagna elettorale” sebbene il capo dello Stato ancora non abbia ufficializzato la sua candidatura. Secondo il quotidiano Libération, Macron “porta acqua al mulino” dei no vax più estremi rischiando di accentuare le fratture sociali interne alla Francia.

Il primo effetto, per ora, è stato quello di infiammare ancora di più la discussione sul nuovo green pass, un certificato da rilasciare solamente a chi ha una copertura completa contro Covid-19. Il dibattito è stato nuovamente sospeso dalle opposizioni che chiedono chiarimenti al governo. “Le condizioni per un lavoro sereno non sono presenti”, ha detto il presidente della seduta, il repubblicano Marc Le Fur, spiegando che i lavori ricominceranno nel pomeriggio.

L’entrata in vigore del pass vaccinale il 15 gennaio “rimane un obiettivo”, ha dichiarato il ministro dei Rapporti in Parlamento Marc Fesneau. Tuttavia, il calendario è ancora a rischio di deragliamento: le discussioni al Palais Bourbon si sono bloccate martedì sera e restano 450 emendamenti al testo, che giovedì dovrebbe arrivare in commissione al Senato.

Le polemiche divampano mentre il Paese registra un nuovo record di contagi e una nuova variante - la B.1.640.2 - è stata individuata a Marsiglia (la sua diffusione sembra relativamente lenta, ma l’Oms sta monitorando). La situazione, oggi, è che i ricoveri sono in aumento in tutto il Paese a causa della fiammata Omicron. Le unità di terapia intensiva sono per lo più piene di persone non vaccinate e la rabbia di operatori sanitari e pazienti le cui cure sono in ritardo sta diventando sempre più aperta. Più che in quella parola - “emmerder” - il nucleo del messaggio di Macron è nel passaggio in cui i no vax vengono spogliati del ruolo di cittadini. “Quando la mia libertà arriva a minacciare quella degli altri, divento irresponsabile. E un irresponsabile non è più un cittadino”.

Anche su questo tutti, da destra a sinistra, hanno qualcosa da ridire. “Macron ritiene quindi che 5 milioni di francesi non siano più cittadini”, ha osservato Clémentine Autain della sinistra radicale. Eric Ciotti, consigliere di Pécresse, ha ricordato che “nel 2016 Macron ha rifiutato la confisca della nazionalità per i terroristi islamisti […]. I non vaccinati sarebbero più pericolosi dei terroristi?”. A tre mesi dal voto, la corsa all’Eliseo sembra già dominata dalla polarizzazione pandemica e dall’esasperazione. Due ingredienti che non promettono nulla di buono.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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