Maculopatie, Soi: decisione Usa cambia scenario di cura in Italia

Lme

Milano, 26 giu. (askanews) - Pi possibilit di accesso alle terapie per chi soffre di maculopatia in Italia, anche alla luce di una multa da 346 milioni di dollari inflitta al gruppo farmaceutico Novartis dall'Autorit di sorveglianza dei mercati degli Stati Uniti per pratiche di condizionamento delle scelte fermaceutiche in Grecia, Corea e Vietnam. E' quanto si augura la Societ Italiana di Oftalmologia che giudica molto importante questa decisione della Sec e la connessa "ammissione di colpa" della casa farmaceutica, anche per la situazione italiana. Ne abbiamo parlato con il presidente di Soi, il dottor Matteo Piovella.

"E' fondamentale - ha spiegato ad askanews - perch praticamente questa sentenza fotografa una metodologia: ovvio che da sempre le aziende farmaceutiche hanno libert, nel rispetto delle regole, di sostenere i propri prodotti. Ovvio che quando vanno fuori dalle regole c' tutta una cascata di azioni che crea una grandissima penalizzazione".

Il tema su cui si batte da anni Soi legato alle restrizioni imposte, secondo la Societ anche per via delle pressioni delle aziende farmaceutiche, alle terapie per le maculopatie, con limitazioni del numero di medici e ospedali ai quali consentito praticarle. Ma ora, grazie alle notizie che arrivano dall'America, Piovella confida di poter cambiare le cose anche nel nostro Paese.

"Le soluzioni - ha spiegato il dottore - sono davanti agli occhi di tutti da anni: noi abbiamo gi evidenziato che indispensabile liberalizzare l'uso di questa terapia a tutti i 7mila medici oculisti italiani. Oggi solo ristretta per delle delibere di Aifa che noi riteniamo sbagliate a soli 200 medici. E' chiaro che 200 medici non possono fare il lavoro di 7mila. Un'altra cosa: esiste una burocrazia che rallenta e rende tutte le cose difficili".

In due anni, secondo Soi, si potrebbe raddoppiare il numero delle iniezioni, da 300mila a 600mila, dato che resterebbe ancora basso rispetto ad altri Paesi europei, ma che rappresenterebbe comunque un cambiamento importante, oltre che un'opportunit di cura per altre migliaia di pazienti.

"Io penso - ha concluso il presidente dalla Societ Italiana di Oftalmologia - che siano maturi i tempi per cui ci sia una nuova consapevolezza, nessuno vuole colpevolizzare nessuno, sono stati fatti errori nel passato, non ci interessa, non ne parliamo neanche. Per alla luce di questi fatti, per favore, mettiamo centinaia di migliaia di persone nella condizione di poter salvare la loro vista".