Madre e figlio costringevano sette bulgari a mendicare a Milano

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 5 feb. (askanews) - Ieri a Milano la polizia ha posto in stato di fermo due cittadini bulgari, una donna di 65 anni e il figlio 39enne, con l'accusa di riduzione in schiavitù di sette loro connazionali che avrebbero costretto a mendicare in strada.

Lo ha riferito la questura del capoluogo lombardo, spiegando che gli agenti del commissariato Monforte Vittoria negli ultimi venti giorni scorsi hanno seguito un gruppo di sette cittadini bulgari che, ognuno con un cane al seguito, chiedevano l'elemosina dalle 8 alle 19 circa nei pressi di piazza Risorgimento e piazzale Dateo, e ieri li hanno accompagnati negli uffici del commissariato in via Poma. Nel corso degli accertamenti, è emerso che la donna e il figlio facevano giungere i connazionali a Milano dopo averli agganciati a Sofia con la prospettiva di fare accattonaggio e di spartirsi il guadagno al 50%. Una volta giunti in città però, gli prendevano i documenti di identità, gli fornivano i cani, gli indicavano di posizionarsi in prossimità di diverse fermate della metropolitana, incassavano l'intero compenso ricevuto dai passanti e li facevano dormire in una casa abbandonata in viale Molise. In particolare un 55enne ha riferito ai poliziotti che il 39enne, assieme alla madre, era solito portargli via tutto il denaro che gli era stato donato, e che più volte era stato picchiato con un bastone sotto pesanti minacce.

I sette disperati sono stati denunciati per maltrattamenti di animali, mentre madre e figlio, il cui fermo è stato convalidato dal pubblico ministero di turno ieri sera, sono stati reclusi a San Vittore in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria. I sette cani sono stati invece posti sotto sequestro e affidati al canile comunale.