Mafia, 33 misure ai clan messinesi

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Mafia arresti Messina
Mafia arresti Messina

La Direzione Distrettuale Antimafia congiuntamente con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ha eseguito 33 misure nei confronti di altrettante persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale di armi e associazione finalizzata al traffico di droga.

Mafia, 33 arresti a Messina

Per 21 dei soggetti arrestati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 10 gli arresti domiciliari, per 2 l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di esponenti di diversi clan: quello che controlla il rione messinese di “Provinciale” capeggiata dal boss Giovanni Lo Duca, quello del rione “Fondo Pugliatti” con al vertice Salvatore Sparacio, e quello guidato da Giovanni De Luca radicato nel rione di “Maregrosso”.

L’attività degli investigatori ha consentito di svelare gli organigrammi e gli affari dei clan nelle estorsioni, nel traffico di droga e nel controllo di attività economiche in settori quali la ristorazione e le scommesse. Ha poi permesso di sequestrare un bar utilizzato come base logistica ma anche un impresa del settore del gioco.

Tra gli arrestati è presente anche un candidato (non eletto) al Consiglio comunale di Messina. Candidatosi nella tornata elettorale di giugno 2018, secondo l’accusa avrebbe pagato diecimila euro per il sostegno elettorale del clan Sparacio.