Mafia, arrestato a Bangkok boss Palazzolo

Palermo, 31 mar. (LaPresse) - E' stato arrestato a Bangkok in Thailandia, il latitante di mafia Vito Roberto Palazzolo. Sul boss, nato a Terrasini, in provincia di Palermo, 64 anni, residente a Johannesburg, in Sudafrica, con la nuova identità di Robert Von Palace Kolbatschenko, pendeva un ordine di carcerazione, emesso nel 2009, in seguito alla condanna a 9 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. Secondo quanto riferisce il comando provinciale dei carabinieri di Palermo, la localizzazione e la cattura del latitante in Thailandia è stata possibile grazie alle congiunte attività info-investigative svolte dal reparto operativo di Palermo, dal raggruppamento operativo speciale di Roma e dalla squadra mobile di Palermo, in sinergia con la polizia internazionale.

Vito Roberto Palazzolo è stato coinvolto nella storica indagine chiamata 'Pizza connetion' che ha accertato il ruolo centrale della mafia siciliana nella raffinazione e nel traffico di eroina, i cui proventi venivano in gran parte riciclati da Palazzolo. Sfuggito a vari tentativi di cattura ed estradizione in Italia, negli anni Novanta, Vito Roberto Palazzolo è riuscito a cambiare la propria identità in Robert Von Palace Kolbatchenko, con cui ha ottenuto la cittadinanza sudafricana. E' emerso dagli accertamenti che Palazzolo ha in gestione in Sudafrica le sorgenti idriche, dalle quali viene imbottigliata l'acqua denominata 'Eau de vie' fornita in esclusiva alla compagnia aerea di bandiera 'South african airways'. Il latitante in Sudafrica ha anche creato un istituto di sicurezza personale chiamato 'The security', costituito da cittadini russi e marocchini. Inoltre, è proprietario di un vasto allevamento di struzzi da riproduzione ed è titolare di una riserva di caccia frequentata da facoltosi personaggi locali e di una società per il taglio di diamanti denominata 'Von Palace Diamond cutters'.

Il boss di mafia Vito Roberto Palazzolo, ritenuto il tesoriere di Totò Riina e Bernardo Provenzano, è stato rintracciato anche grazie a Facebook. A partire da gennaio di quest'anno, infatti, in collaborazione con il Ros, il nucleo investigativo ha avviato le indagini coordinate dalla Dda, sviluppate attraverso intercettazioni telematiche, e anche facebook e altri social network (su profili riferibili al latitante e al nucleo familiare). Utilizzate dagli investigatori anche fonti confidenziali che hanno permesso di documentare i movimenti di Palazzolo in Thailandia, Paese dove è stato consentito il fermo e la consegna alle autorità competenti.

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