Mafia Capitale, legale: Buzzi non beneficiò violenza Carminati

Nav

Roma, 17 ott. (askanews) - "La storia di corso Francia, del benzinaio di Lacopo, è riassumibile come 4 fattarelli di di estorsione e recupero crediti. In via Pomona Carminati non faceva entrare nessuno di quelli del distributore. Non c'è quindi alcuna fusione tra i due gruppi". Lo ha detto l'avvocato Alessandro Diddi nel corso del suo intervento in Cassazione per Salvatore Buzzi nel processo 'Mafia Capitale'. Secondo il penalista non c'è stato alcun affare in comune tra i due gruppi. "Già questo dovrebbe far riflettere".

A parere del penalista pensare ad una banda Buzzi-Carminati non c'è mai stata fusione tra i due gruppi. "Buzzi pagava milioni di euro di carburante ogni anno eppure andava a Cisterna di Latina per il rifornimento dei suoi mezzi. In 19mila intercettazioni presenti in atti non è stata trovata alcuna prova e nemmeno indizio che possa far ritenere non dico fusi, ma contigui".

Secondo Diddi non ci sono, per Buzzi e Carminati, gli elementi che caratterizzano le associazioni mafiose. "Non c'è una intimidazione che arrivi in porto. Carminati non mette paura. Non c'è azione intimidatoria nei confronti di un decisore".