Mafia Capitale, Raggi in aula

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Terzo giorno di udienza in Cassazione per il processo 'Mafia Capitale'. Una giornata in cui proseguono le arringhe difensive degli ultimi 10 imputati davanti ai giudici della VI sezione penale, presieduta da Giorgio Fidelbo. Presente in aula la sindaca di Roma Virginia Raggi: nel procedimento il Campidoglio si è costituito parte civile. Gli ermellini dovranno valutare se l'organizzazione, che aveva i suoi punti di riferimento in Massimo Carminati e Salvatore Buzzi e controllava affari e appalti a Roma, abbia operato con metodo mafioso e rientri nel 416 bis. 

"Il primo cittadino non può mancare; è stato un processo storico che ha messo in luce un intreccio pericoloso di politica e affari che ha dominato Roma per 10 anni con ripercussioni gravissime sulla città" ha detto la sindaca uscendo dall’aula magna della Cassazione. "Il comune è parte offesa, noi siamo in rappresentanza dei cittadini onesti che sono stato spolpati in questi anni. Non faccio nessun passo indietro". 

"Tutta la gestione degli appalti è stata molto allegra, ricucire i fili non è stato molto facile" ha aggiunto Raggi. "Le gare su verde le abbiamo fatte con Anac. Un percorso fatto in sicurezza ma lungo, aggiudicare una gara dopo 3 anni non è facile da dire ai cittadini". E ancora: "Uscire fuori da questo periodo buio non è stato semplice, le soluzioni facili non ci sono, sono state utilizzate prima e la procura le ha spazzate via". 

"Non è più il momento di fare quello che porta consenso ma quello che è giusto - ha detto la sindaca -, io ci metto la faccia e questo dovrebbe essere riconosciuto. Lo dico oggi a chi dice di avere tutte le soluzioni per Roma ma quando governava non le ha messe in atto".