Mafia, Casellati ricorda giudice Terronova: capì forza Cosa Nostra

Lsa

Roma, 25 set. (askanews) - "Commemorare il 40° anniversario dell'assassinio del giudice Cesare Terranova e dell'agente di scorta e stretto collaboratore Lenin Mancuso significa ricordare due fieri e coraggiosi uomini delle istituzioni che hanno pagato con la vita il loro amore per il diritto e la giustizia". Lo ha detto il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ricordando la figura del giudice ucciso in Sicilia nel 1979 assieme al suo collaboratore. Il Presidente Casellati ha aggiunto: "Come magistrato e come parlamentare, Cesare Terranova fu uomo di grande rigore morale. Fondamentale fu il suo contributo nella lotta alle mafie in un periodo storico in cui l'ordine e il rispetto della legalità erano quotidianamente minate da un clima di forti tensioni sociali e politiche. Fu tra i primi inquirenti a comprendere la vera forza di Cosa Nostra ed a intuirne la struttura organizzativa e le sue profonde articolazioni anche all'interno delle istituzioni". "Ricordarne il sacrificio, unitamente a quello del maresciallo Mancuso - ha concluso - significa rendere onore alla memoria delle tante donne e dei tanti uomini che si sono battuti e continuano a battersi tutt'oggi con onestà, tenacia e abnegazione per un Paese libero dalle mafie a dalla corruzione. Come fece Giovanna Giaconia, vedova di Cesare Terranova, che seppe trovare la forza di superare il dolore e di portare avanti l'eredità morale del marito trasformandola in un convinto ed esemplare impegno civico a servizio della comunità e della sua Regione".