Mafia, Don Ciotti: crimine organizzato oggi è normalizzato

Image from askanews web site
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Roma, 26 lug. (askanews) - "Cara Rita ci hai esortato a lottare contro 'la mafia che è dentro di noi' ma è un invito che pochi hanno trasformato in etica. Oggi il crimine organizzato si è trasformato in crimine normalizzato. Le mafie sono diventate uno dei tanti problemi". Lo ha detto il fondatore e presidente di Libera, don Luigi Ciotti, in occasione del trentennale della morte di Rita Atria. Stamane si è tenuta una cerimonia nella stessa strada della Capitale, viale Amelia, dove la ragazza, testimone di giustizia, si tolse la vita ormai 30 anni fa. Il presidente della Camera, Roberto Fico, e don Ciotti, hanno depositato un cuscino di fiori davanti alla targa presente nei giardini della via, traversa della Tuscolana. Poi è stato osservato un minuto di raccoglimento.

All'iniziativa sono stati presenti tanti giovani provenienti da tutta Italia che partecipano ai campi di formazione e impegno di Libera. Don Ciotti ha spiegato: "La politica, salvo eccezioni, se non combatte le ingiustizie diventa potenzialmente criminogena". Poi ha aggiunto: "Il primo crimine lo combatte verso se stessa quando tradisce la sua vocazione di bene comune, quando vende l'anima alle logiche di potere, quando è troppo occupata ad ottenere il consenso senza ascoltare le domande e le speranze degli ultimi. La politica e il sociale devono incontrarsi sul piano del bene comune. La politica indifferente e superficiale alla dimensione sociale non è politica. Ecco che il nostro pensiero deve essere integro e completo. Non ci può essere democrazia senza partecipazione, non c'è libertà senza giustizia sociale, non c'è giustizia senza verità."

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