Mafia e rifiuti, Dia critica imprenditori funzionari e politici -4-

Cro/Ska

Roma, 17 gen. (askanews) - In ragione del know-how investigativo maturato nel tempo, le metodologie di contrasto sviluppate dalle Forze di polizia e dalla Magistratura coincidono - in presenza di un elevato tecnicismo normativo di settore - con quelle applicate in tema di lotta alla criminalità organizzata e necessitano, ugualmente, anche della cooperazione internazionale, nella consapevolezza che, per contrastare efficacemente le proiezioni criminali ed economico-finanziarie delle mafie, occorre comprendere anzitutto l'importanza del crimine transnazionale, da qualsiasi Paese provenga, inteso come una vera e propria assoluta priorità. In tale contesto, assume particolare valenza lo strumento delle operazioni sotto copertura, oggi previsto anche per il contrasto alle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti1902.

La partita in gioco è molto seria e riguarda il futuro delle prossime generazioni; una priorità in cui la sola azione giudiziaria non è sufficiente per vincere.

E', pertanto, assolutamente necessario ridurre il più possibile l'intera filiera, applicando alla lettera la legge 252/2006 e fare in modo, così, che la chiusura del ciclo possa avvenire in prossimità del luogo di produzione del rifiuto, al di là della sola logica del conferimento in discarica.

In definitiva è quanto mai necessario mettere in campo gli opportuni anticorpi per adottare le giuste scelte, ad ogni livello, pubblico e privato, se si vuole davvero interrompere un circuito illegale perverso, la cui azione trova la sua perfetta sintesi nella seguente considerazione1