Mafia e usura, sequestrata società a imprenditore del Messinese

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Palermo, 29 gen. (askanews) - La Dia di Messina ha sequestrato un'azienda di macellazione e commercializzazione di pellame nella disponibilità dell'imprenditore di Naso Nunzio Ruggieri già condannato per usura nel 2005. L'uomo era già stato destinatario di un'altra misura che gli aveva sottratto tutto il suo patrimonio, comprensivo di vari apparati societari, per un ammontare complessivo pari a 9,5 milioni di euro.

Storicamente legato ai clan mafiosi nebroidei, Ruggieri è stato tirato in ballo nelle dichiarazioni del 2002 del collaboratore di giustizia Lenzo il quale aveva raccontato di come l'imprenditore avesse "chiesto che fossero incendiati i mattatoi" di un concorrente dietro pagamento di 50mila euro. L'intento non giunse però a compimento "per l'opposizione dei rappresentanti della criminalità organizzata barcellonese". Per la sua attività d'usura, è stato condannato nel 2005. Sentenza divenuta definitiva nel 2009. La vicenda traeva origine dalle condotte realizzate da Ruggieri tra il 1998 e il 2000, nei confronti di un dipendente di banca che, in ragione della sua personalità facilmente condizionabile, aveva generato all'istituto di credito presso cui era impiegato un dissesto economico da circa 76 milioni di lire attraverso la negoziazione di tre assegni. Questi, nel tentativo di ripianare la situazione, attraverso alcune "amicizie", si rivolgeva a diversi soggetti, tra i quali anche Ruggieri, al fine di ottenere alcuni prestiti rilevatisi, poi, di natura usuraia.