Mafia: Fico, 'da La Torre lascito morale, ricordare è dovere civico'

·1 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 30 apr. (Adnkronos) – “Il 30 aprile del 1982 la mafia ammazzava Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Ricordare il loro sacrificio è un dovere civico, oggi come ogni giorno. Ed è per questo che il lavoro portato avanti dal Centro studi Pio La Torre è fondamentale. La figura di La Torre occupa un posto di primo piano nella storia della nostra Repubblica. Ci ha lasciato un’eredità importante, frutto di un percorso di passione civile e impegno che non possiamo dimenticare. Parlo in particolare della legge che porta il suo nome, approvata pochi mesi dopo il suo omicidio". Così il presidente della Camera Roberto Fico, nel videomessaggio per l'anniversario dell'assassinio di La Torre e Di Salvo indirizzato al Centro Studi Pio La Torre.

"Con la legge Rognoni-La Torre venne introdotto il reato di 'associazione di tipo mafioso' e furono previste misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali – ricorda Fico – La Torre l’aveva definita 'una legge per la democrazia', perché consentiva che i beni acquistati dalla criminalità tornassero ad essere beni della collettività".

"Dietro questo suo lascito morale vi erano motivazioni ideali forti e solide: il senso di legalità, ma anche l’amore per la propria terra, la vocazione pacifista, il desiderio, soprattutto, di fare qualcosa per non lasciare il Paese sotto il ricatto della criminalità organizzata. Motivazioni ideali che, grazie a personalità come Pio La Torre, sono state veicolate in una visione lucida e pragmatica, di cui il legislatore e i cittadini devono essere sempre consapevoli", prosegue il presidente della Camera.