Mafia, Fondo solidarietà per vittime: al via dematerializzazione e digitalizzazione archivio

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Riqualificare, riorganizzare e digitalizzare in totale sicurezza il prezioso patrimonio documentale del Fondo di garanzia per le vittime della mafia, aderendo alle linee guide proposte dall’Agid, ai processi di transizione in Cloud della pubblica amministrazione, e al contempo soddisfare le richieste della Corte dei Conti in materia di contenimento - fisico ed economico - degli spazi archivistici.

È questo lo scopo del progetto promosso dal prefetto Marcello Cadorna, commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà del Ministero dell’Interno, la cui realizzazione è stata affidata a Consap - incaricata per legge della gestione del Fondo - in collaborazione di Tim e Csa Documents, individuati come partner tecnologici nell’ambito delle convenzioni Consip disponibili.

Si parla di quasi 2 milioni di pagine contenute in 2499 fascicoli e circa 7800 sottofascicoli afferenti a singole procedure di risarcimento presentate al Fondo in un periodo di quindici anni (2000-2015), tutte attualmente ospitate negli uffici di via Cavour del Viminale, destinate ad essere riclassificate, ricollocate, dematerializzate, indicizzate, criptate e messe a disposizione dei sistemi ict del dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, secondo rigidi protocolli di sicurezza e precisi ed efficienti criteri organizzativi mirati, tra l’altro, a una riconduzione delle richieste d’intervento del Fondo a specifici reati.

Il progetto, la cui conclusione è prevista entro il primo trimestre del 2022, porterà notevoli vantaggi non solo nell’ottica di una valorizzazione del patrimonio informativo - che in questo modo verrà reso immediatamente fruibile in digitale, permettendo l’accesso in remoto eventualmente anche in condizioni di lavoro a distanza - ma darà un grosso contributo all’ottimizzazione dei processi amministrativi di tutte le strutture coinvolte, con benefici quantificabili in una drastica riduzione dei tempi di lavorazione per le attività di ricerca e analisi dei dati e delle istanze – anche per facilitare eventuali indagini; efficientamento delle risorse impiegate in attività d’archivio; ottimizzazione degli spazi fisici; conservazione per periodi più lunghi senza rischio di deterioramento; sicurezza nello scambio di documenti tra diversi soggetti; identificazione degli accessi, immodificabilità e leggibilità dei documenti garantita dal Cloud; e conservazione sostitutiva a norma.

"Questo progetto -ha dichiarato Vincenzo Sanasi d’Arpe, amministratore delegato Consap- rappresenta un ulteriore passo sul percorso già intrapreso verso la completa digitalizzazione del Fondo per le vittime della mafia e verso una concreta interoperabilità e condivisione delle informazioni in ottica cloud".

"L’iniziativa inoltre -ha proseguito- si inserisce tra gli sforzi posti in essere dalla Pubblica amministrazione per digitalizzare il suo patrimonio documentale e questo progetto fornirà ulteriori strumenti necessari a colmare il gap digitale in linea con il Patto globale strategico, impegnandoci a condividere, sostenere e applicare i principi fondamentali individuati dall’Onu con i 17 obiettivi sostenibili. Ancora una volta -ha concluso l'ad- Consap fa da collante per rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, partnership indispensabile per accelerare il processo di modernizzazione del Paese".

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