Mafia a Gela, blitz contro la Stidda: 110 arresti, 35 milioni sequestrati

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Blitz della Polizia e della Guardia di Finanza contro la mafia di Gela, la cosiddetta “Stidda“. Le forze dell’ordine hanno arrestato 110 persone tra boss, gregari e altri affiliati al clan dei Di Giacomo. Sequestrati beni per un totale di 35 milioni di euro.

Blitz anti-mafia a Gela

La maxioperazione della Polizia di Gela ha portato a decine di arresti per mafia in diverse province italiane. In particolare, le indagini hanno rivelato infiltrazioni della Stidda a Brescia, dove la cosca aveva il suo quartier generale. Il clan dei Di Giacomo, negli ultimi anni, ha esteso enormemente la propria sfera di influenza, ampliandola dall’area di Gela a buona parte del territorio siciliano e del Nord Italia, in particolare Lombardia, Toscana e Piemonte, ma anche Lazio e Calabria. Gli investigatori hanno parlato di una vera e propria metamorfosi a cui il clan è andato incontro, passando dai reati mafiosi tradizionali a nuovi business e servendosi dei colletti bianchi come tramite tra i boss e gli imprenditori.

Dal traffico di droga alle estorsioni: i proventi venivano poi reinvestiti in aziende del settore” spiega il capo della Direzione centrale anticrimine, Francesco Messina. “Ci siamo trovati di fronte a un’organizzazione paragonabile alla ‘Ndrangheta per capacità di penetrazione nel territorio, ma anche per le attività svolte nel Nord Italia”.

Rischio guerra di mafia

Per mantenere il controllo su chi osava opporsi all’influenza del clan, la Stidda si serviva dei cosiddetti “500 leoni“, ovvero 500 uomini armati a cui i boss ricorrevano per le spedizioni punitive. Un piccolo esercito con cui sarebbe stato possibile scatenare una nuova guerra di mafia nella regione. “Sono tornati, ma teniamo sotto controllo tutti i tentativi di riorganizzazione” continua Messina. “A luglio è stato colpito duramente il clan Inzerillo, in un’operazione tra Palermo e New York. Adesso è il turno di Gela”.