Mafia, il boss Brusca torna libero per fine pena

·3 minuto per la lettura
Le immagini della cattura di Giovanni Brusca il 20 maggio 1996 (Photo by: Marka/Universal Images Group via Getty Images)
Le immagini della cattura di Giovanni Brusca il 20 maggio 1996 (Photo by: Marka/Universal Images Group via Getty Images)

Giovanni Brusca torna libero dopo 25 anni di carcere per fine pena. Lo rivela il settimanale L'Espresso. Il boss mafioso che schiacciò il pulsante del telecomando dalla collinetta sopra Capaci uccidendo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta è uscito dal carcere romano di Rebibbia dopo aver usufruito di uno sconto di pena per gli ultimi 45 giorni.

LEGGI ANCHE: Chi è Brusca, "u Verru" stragista pentito

Fedelissimo del capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, venne arrestato il 20 maggio del 1996 in una villetta vicino Agrigento dove si era rifugiato con il fratello dopo anni di latitanza. Figlio di Bernardo Brusca, capo del mandamento di San Giuseppe Jato, dopo la sua morte ne ereditò il comando e il prestigio mafioso.

LEGGI ANCHE: "Vergogna di Stato". "Va accettato". Girandola di reazioni per la liberazione di Brusca 

Tra i suoi innumerevoli delitti, il più terribile quanto a ferocia rimane quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio undicenne del pentito Mario Santo Di Matteo. "Allibertativi du cagnuleddu" ("Liberatevi del cagnolino"), ordinò Brusca. Suo fratello Enzo Salvatore lo teneva per le braccia, Giuseppe Monticciolo per le gambe, Vincenzo Chiodo lo strangolò. Poi venne sciolto nell'acido. Fu uno dei tanti omicidi commessi e ordinati dal boss di San Giuseppe Jato che grazie al suo pentimento evitò l'ergastolo. Pentimento sul quale molti dubbi furono sollevati, sia per le molte mancanze sia per il trattamento considerato troppo magnanimo per l'uomo che si accusò di centinaia di omicidi.

LEGGI ANCHE: Brusca libero, Salvini: "Non è la giustizia che meritano gli italiani"

Ora Brusca sarà sottoposto a controlli e protezione e a quattro anni di libertà vigilata, come deciso dalla Corte d'Appello di Milano. 

La notizia della sua liberazione ha trovato conferma in ambienti investigativi.

VIDEO - Strage Capaci, Bianchi "Ripartire dai ragazzi"

Maria Falcone: "Addolorata, vigilare perché non delinqua più"

"Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata. Mi auguro solo che magistratura e le forze dell'ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso. Ogni altro commento mi pare del tutto inopportuno". Lo ha detto Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, dopo la notizia della scarcerazione per fine pena di Giovanni Brusca.

Vedova capo scorta Montinaro: "Perché Brusca libero pochi giorni dopo 23 maggio?"

"Se sapessi a chi chiederlo farei una sola domanda. Perché pochi giorni dopo il 23 maggio? Perché le più alte cariche dello Stato sono venute a Palermo a commemorare Giovanni Falcone, mio marito, se poi la scelta già si sapeva che era questa? E' la cosa che fa più male, si ricordano di quei valorosi uomini ma chi li ha uccisi sta fuori". Lo dice a LaPresse Tina Montinaro, vedova di Antonio capo dello scorta di Giovanni Falcone.

LEGGI ANCHE: Brusca libero, Meloni: "Vergogna per Italia intera"

"Sento dire che ha dato un grande contributo ma vorrei sapere quale perché non è che sappiamo ancora in effetti chi ha voluto la strage di Capaci", dice ancora riferendosi all'uomo che premette il pulsante del telecomando dalla collinetta sopra Capaci.

Raggi: "Brusca libero? Non voglio crederci"

"Brusca libero? Non voglio crederci. È una vergogna inaccettabile, un'ingiustizia per tutto il Paese. Sempre dalla parte delle vittime e di chi lotta e ha lottato contro la mafia". Lo scrive su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.

LEGGI ANCHE: Brusca libero, Rita Dalla Chiesa: "Vergogna di Stato"