Mafia: ministro tedesco a Palermo a 'lezione' di lotta ai boss ,'In Germania servono nuove leggi'

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(di Elvira Terranova) - Due giornate a 'lezione' di lotta alla mafia a Palermo, tra incontri con magistrati palermitani e autorità per discutere della legislazione antimafia vigente in Italia, che negli ultimi anni ha ottenuto numerosi successi. Una delegazione di magistrati e poliziotti della Renania Westfalia, guidata dal ministro della Giustizia del Land tedesco Peter Biesenbach, ha partecipato oggi a un incontro a cui hanno partecipato il procuratore generale Roberto Scarpinato e il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi e alcuni magistrati. "Ci sono diverse organizzazioni mafiose "che si stanno infiltrando" in Germania, lancia l'allarme il ministro della Giustizia della Renania Westfalia Peter Biesenbach, nell'incontro con la stampa al Palazzo di giustizia.  

"Per fortuna in Germania non abbiamo avuto attentati come è accaduto in Italia con le stragi mafiose, ma ci sono più organizzazioni mafiose che si stanno infiltrando", dice ancora il ministro tedesco. "In Germania - spiega - abbiamo quelli che noi definiamo 'clan' che provengono sia dagli stati arabi, come il Maghreb, ma anche dall'Est, come l'ex Jugoslavia che sono molto violenti". "Finalmente l'opinione pubblica ha capito che c'è un problema - spiega ancora il ministro - Per questo approfittiamo di questo momento per rilanciare il nostro progetto di modificare la nostra legislazione prendendo esempio di quella italiana per un contrasto più efficace alle mafie". "Nella nostra storia giudiziaria siamo abituati a concentrarci sul singolo e non sulle strutture criminali e invece dobbiamo cambiare prospettiva prendendo esempio dal vostro sistema, ma ci servono nuove leggi e mezzi per affrontare questa sfida", dice ancora il ministro Biesenbach.  

"Da due anni abbiamo modificato la nostra legge sull'associazione per delinquere - dice - questo ci permette di affrontare anche gruppi criminali per colpirli". Presenti anche Uwe Muhlhoff, Procuratore generale della Procura di Duisburg; Muller Steinhaurer, Procuratore generale del Ministero; Henning Wilke, Dirigente del Ministero della Giustizia. Ed esponenti della Polizia tedesca come Daniel Quest, Kriminalhauptkommissar Bdk e Rudiger Tust, Bund Deutscher Krimininalbeamte.  

"Dobbiamo concentrarci non più sugli individui ma sulle strutture - dice ancora il ministro della Renania Westfalia - Ho letto molti articoli del Procuratore generale Scarpinato. E quindi anche noi abbiamo fatto di tutto per adattare il nostro sistema di legge per renderli il più simile possibile a quello italiano". "Abbiamo diversi passi da fare - dice - prima di tutto dobbiamo modificare queste leggi. Sono qui per scambiare le nostre esperienze per avere buoni frutti in futuro". "Siamo venuti qui per imparare dall'Italia", aggiunge il ministro Biesenbach. "Sono felice di potere usufruire delle vostre esperienze per capire come vengono sgominate le mafie così anche noi possiamo usarle". 

Nel suo intervento il Procuratore generale Scarpinato ha denunciato che "il problema della mafia è stato per molto tempo sottovalutato in Germania, l'opinione pubblica tedesca ha ritenuto che si potesse ridurre la presenza di qualche centinaia di mafiosi come estorsori. Poi, si sono accorti dell'esistenza della mafia in Germania dopo la strage di Duisburg".  

"Lo scorso 23 ottobre ho partecipato a un convegno organizzato dallla Polizia tedesca sul tema del riciclaggio in Germania e sono rimasto molto colpito dalla conoscenza approfondita che il ministro ha del problema della mafia e del riciclaggio", ha detto ancora Scarpinato. "Si sono accorti dopo la strage di Duisburg del 2007 ma poiché dopo quell'evento non si sono ripetuti altri atti di violenza - dice Scarpinato - anche per la sommersione della 'ndrangheta, l'opinione pubblica tedesca è tornata a sottovalutare il problema della mafia, che è un problema che si manifesta in tutta la sua gravità sotto il profilo del riciclaggio". 

Il Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha ricordato che da "30 anni" le mafia hanno l'obiettivo di infiltrarsi nell'economia tedesca. E spiega: "In un'inchiesta, dopo la caduta del muro di Berlino due mafiosi parlavano della importanza di investire all'Est già nel 1989". E ha detto: "Non dimentichiamo che gli assassini del giudice Livatino vivevano lì e dopo l'omicidio tornarono tranquillamente al loro lavoro di pizzaioli".  

"Noi vogliamo avere lo stesso successo che avete avuto voi in Italia nella lotta alla mafia - dice ancora il ministro tedesco - Abbiamo la fortuna di avere con noi il Procuratore Scarpinato con la sua esperienza per apprendere le tecniche nella lotta alle mafie". E ha ringraziato tutti i magistrati presenti. Oggi la delegazione tedesca incontrerà il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e nel pomeriggio visiteranno il museo 'Falcone e Borellino' dedicato ai due giudici uccisi.