Mafia, morte di un maresciallo: 25 anni di misteri

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E' la sera del 4 marzo del 1995 e nella caserma dei Carabinieri 'Bonsignore' di Palermo, sede della Legione Carabinieri Sicilia, si sente uno sparo. Nella sua auto, nel parcheggio della caserma, c'è il corpo ormai senza vita di Antonino Lombardo, maresciallo del Ros. Accanto a lui c'è una lettera, appoggiata sul sedile passeggeri. "Mi uccido per non dare la soddisfazione a chi di competenza di farmi ammazzare e farmi passare per venduto e principalmente per non mettere in pericolo la vita di mia moglie e i miei figli che sono tutta la mia vita… Non ho nulla da rimproverarmi poiché sono stato fedele all'Arma per trentuno anni e, malgrado io sia arrivato a questo punto, rifarei tutto quello che ho fatto. La chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani...", scriveva il sottufficiale del Ros. Una lettera su cui non c'era neppure uno schizzo di sangue, nonostante fosse stata ritrovata accanto al corpo del maresciallo.  

Sono tanti i tasselli mancanti in questi 25 anni trascorsi dalla morte del sottufficiale che era stato negli Stati Uniti per convincere il boss mafioso Gaetano Badalamenti a venire in Italia a raccontare alcuni retroscena di misteri di Cosa nostra.  

Nel 2015 la Procura di Palermo riaprì le indagini sulla morte del maresciallo Antonino Lombardo per fare pienamente luce su quanto accaduto quella mattina del 4 marzo 1995. Una morte avvolta da mille misteri, mai svelati. “La chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani”, diceva. Parlando proprio dei suoi viaggi nel carcere di Fairton, nel New Jersey, dove era detenuto il boss Tano Badalamenti, convinto dal maresciallo a tornare in Italia e raccontare la “sua” verità sulle rivelazioni del pentito Tommaso Buscetta su Giulio Andreotti, ma anche, come è convinto Fabio Lombardo, sul maxiprocesso e persino sulla morte di Peppino Impastato. Un'inchiesta finita su un binario morto.  

Fabio Lombardo ha anche chiesto più volte di essere sentito dalla Commissione nazionale antimafia, guidata da Nicola Morra (M5S). Anche l'ex Presidente del Senato Pietro Grasso (Leu) aveva chiesto al presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, l’audizione di Fabio Lombardo, figlio del Maresciallo dei Carabinieri del Ros Antonino Lombardo. Ma fino ad oggi non ha ottenuto risposta.