Mafia, omicidio in provincia di Catania: 2 arresti -2-

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Palermo, 26 set. (askanews) - Dalle indagini erano emersi rapporti di frequentazione tra la vittima ed alcuni esponenti del clan monitorato, tra i quali gli arrestati Barbagallo e Cannavò. Sono stati ricostruiti gli ultimi giorni di vita della vittima e i rapporti con gli altri affiliati, i quali, prima dell'omicidio, avevano manifestato malcontento su Di Cavolo ritenuto inaffidabile, a causa della sua loquacità e di denigrare gli appartenenti al gruppo criminale. Per questo, secondo le indagini, si è deciso di uccidere il 35enne. Barbagallo e Cannavò avrebbero prima sparato a Di Cavolo e poi colpito più volte e violentemente con pietre il viso, al punto da renderne irriconoscibili i tratti somatici. Dalle indagini balistiche è poi emerso che la pistola utilizzata per l'omicidio era già stata utilizzata in occasione di una tentata rapina consumata il 30 dicembre 2017 ai danni dei titolari di un distributore di carburante di Paternò. Il provvedimento restrittivo è stato notificato ad entrambi gli indagati in carcere in quanto essi sono detenuti dal 19 giugno 2018 perché colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare emessa  dal G.I.P. nel citato procedimento "En Plein 2", che ha portato alla cattura di 19 appartenenti alla componente del clan Laudani operante nel territorio di Paternò, tutti chiamati a rispondere di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, tentata rapina, porto abusivo e detenzione illegale di armi.