Mafia: processo trattativa, i giudici di Palermo in Camera consiglio/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – "La Procura generale si chiude in una sorta di comfort zone, c'è questo mix di suggestioni che abbiamo sentito e nel quale si prevede di ribaltare sentenze definitive", dice ancora. "In questo cantuccio confortevole si muove il Pg – dice Centonze – si rifugia nella sua zona di conforto, in 25 anni di indagini che a nulla hanno portato". "Sono quei fatti oggetto dei 25 anni di processo, con rapporti esplorati in ogni modo tanto da approdare a una sentenza della Corte d'appello di Palermo confermata dalla Cassazione nel 2012, quando il fatto venne ritenuto insussistente sul contributo di Marcello Dell'Utri al rafforzamento del sodalizio per mezzo di una intermediazione politica tra Berlusconi e Cosa nostra", aggiunge Centonze". E poi dice: "Non avevo mai sentito una pubblica accusa ironizzare e dileggiare la vittima di un reato. La nipote di Mubarak, le barzellette dell'ex presidente del consiglio".

"Traggo due conclusioni di questo andazzo – dice Centonze -la prima non giuridica: Berlusconi non gode del'apprezzamento della Procura generale di Palermo e lo manifesta in una pubblica udienza, in un processo in cui Berlusconi è vittima. Dileggiando Berlusconi è la stessa Procura generale a disconoscerne il ruolo di vittima, di persona offesa in questo procedimento. Non ci credono neppure loro. Non ci crede che sia vittima, altrimenti non ironizzerebbero e non lo prenderebbero in giro". E poi conclude: "Abbiamo assistito a una ritirata silenziosa dell'accusa dal contraddittorio, alla rinuncia sostanziale a confutare le nostre argomentazioni. La Procura generale ha deciso di replicare, ma poi in concreto ha ripiegato senza clamore".

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