Mafia, processo trattativa: spunta lettera anonima

webinfo@adnkronos.com

Una lettera anonima "contenente articoli di giornali" e "suggerimenti di tipo investigativo" sul processo sulla trattativa tra Stato e mafia è stata inviata alla Procura di Palermo all’indomani dell’ultima udienza del processo d’appello del 9 dicembre.  

A renderlo noto, oggi a inizio udienza, è stato il presidente della Corte d’Assise d’Appello di Palermo Angelo Pellino. "Lo scorso 10 dicembre è stata recapitata alla Procura di Palermo una lettera anonima, ma era indirizzata al presidente di questa Corte, cioè al sottoscritto - dice Pellino - La lettera conteneva suggerimenti di tipo investigativo sui temi del processo, con allegata la documentazione di articoli di stampa". Ha anche annunciato che la lettera anonima "non verrà messa agli atti del processo".  

Sono sette gli imputati del processo d’appello. Nella sentenza di primo grado la Corte d’Assise aveva condannato a dodici anni di carcere gli ex vertici del Ros, i generali Mario Mori e Antonio Subranni, a dodici l’ex senatore Marcello Dell’Utri, 8 anni per l’ex colonnello Giuseppe De Donno. E poi, ventotto anni per il boss Leoluca Bagarella. L’ex ministro Nicola Mancino venne assolto dall’accusa di falsa testimonianza, "perché il fatto non sussiste".  

Massimo Ciancimino, il supertestimone del processo, era stato condannato a 8 anni per calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Era stato invece assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Non c’è più il principale imputato della trattativa, Totò Riina, morto nel novembre del 2017, sei mesi prima della lettura della sentenza di primo grado. Nel corso dell’udienza di oggi i due rappresentanti dell’accusa, Sergio Barbiera e Giuseppe Fici, depositeranno agli atti nuova attività investigativa.