Mafia, Regione Toscana valorizzerà il lavoro di Nicola Gratteri

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Firenze , 29 gen. (askanews) - Approvata dal Consiglio regionale una mozione in merito alla promozione della cultura della legalità, con particolare riferimento alla valorizzazione del lavoro del magistrato Nicola Gratteri.

L'atto, presentato da Gabriele Bianchi (M5S) e da Alessandra Nardini (Pd), impegna la Giunta a continuare ogni azione utile nel sostenere le attività dedicate alla promozione della cultura della legalità e la sensibilizzazione contro la criminalità organizzata, anche in collaborazione con le scuole e l'associazionismo. Impegna inoltre la Giunta, anche di concerto con il Consiglio regionale, "a invitare il magistrato Nicola Gratteri, per condividere e valorizzare, assieme a una rappresentanza degli studenti toscani, il fondamentale lavoro portato avanti dallo stesso magistrato in termini di lotta alle mafie e affermazione dei principi di legalità".

Come ha spiegato Gabriele Bianchi, l'impegno della magistratura nella lotta alla criminalità organizzata è un lavoro di squadra, fatto di tante persone e non solo di leader, ed "è importante non creare idoli, ma neppure isolamento nei confronti di chi lotta tutti i giorni contro la mafia". "Anche in Toscana - ha aggiunto il consigliere - la presenza della criminalità organizzata non va sottovalutata". Per questo Bianchi ha invitato il presidente del Consiglio Eugenio Giani, candidato alla presidenza della Regione alle prossime elezioni, a inserire nel suo programma una strategia di lotta alla criminalità organizzata e al sostegno della legalità. Sollecitazione che Giani ha immediatamente accolto.

Alessandra Nardini ha sottolineato l'importanza di educare le giovani generazioni alla cultura della legalità e di "dare un segnale chiaro, e senza tentennamenti, che siamo al fianco di chi combatte quotidianamente il fenomeno".

Luciana Bartolini (Lega) ha osservato "che affermare la cultura della legalità in Toscana è importante, vista la grave presenza della mafia nella regione" e che Gratteri è un magistrato che si è distinto, oltre che nella lotta alla mafia, anche per la lotta alle droghe e per la sua contrarietà alla legalizzazione della cannabis.