Mafia, Sonia Alfano: "Brusca libero fallimento Stato, fine pena mai solo per familiari vittime"

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"Per quanto riguarda la scarcerazione di Giovanni Brusca, dopo soli 26 anni e ottanta permessi premio, l’unica cosa evidente è il fallimento della politica e della giustizia italiana". Lo afferma Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, ucciso dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, l’8 gennaio del 1993, che intervistata dall’AdnKronos aggiunge come non le interessi che "questa legge sia stata voluta da Falcone ma certamente andava migliorata. Va fatta un po' di chiarezza: quando Brusca venne arrestato, Falcone era già morto da quattro anni".

"L’idea di Falcone - evidenzia - andava riadattata e rivista. In tutti questi anni la politica italiana avrebbe dovuto fare questo, e lo dico da ex legislatore. La politica italiana, invece, lo ribadisco, non ha voluto inserire e non vuole inserire nella sua ‘agenda’, la lotta alla mafia".

L’ex europarlamentare sottolinea poi di aver "letto qualche dichiarazione di qualche ‘politico da strapazzo’, che si trova lì solo perché il popolo italiano non è in grado di votare liberamente poiché ignora determinati passaggi e perché continua a votare con lo slogan del ‘voto il meno peggio’". "Ecco - prosegue Sonia Alfano - questi politici che dicono che la scarcerazione di Brusca non deve essere considerata una sconfitta dello Stato italiano ma una vittoria, dovrebbero tacere, dimettersi e cercarsi un lavoro perché non sanno di cosa parlano".Secondo Sonia Alfano poi, "oggi è la vittoria di una certa frangia dello Stato, di chi, o uccide una persona o ne ammazza 150, sconterà il minimo. E' la vittoria di quella politica che ancora una volta sottoscrive una triste verità suggellata dalle stesse scuse imbarazzanti che Brusca rivolse alle vittime innocenti della mafia. Scuse che puzzano di sangue".

"Il fine pena mai infatti - continua Sonia Alfano - lo scontano solo i familiari delle vittime innocenti della mafia. Solo per noi c’è il fine pena mai. Solo per noi. Perché il vero ‘scanna cristiani’ ha fatto quello che ha voluto. In 25 anni di carcere, 80 permessi premio, sono emblematici. Io non ti premio perché hai collaborato. Pentirsi - osserva la figlia del giornalista ucciso dalla mafia - dovrebbe essere un gradino naturale altrimenti sei una bestia e come tale devi essere trattato dallo Stato".

"Il silenzio, quindi, perché questa è una legge voluta da Giovanni Falcone, da parte mia non esiste. Ho sempre avuto l’esigenza di dire ciò che penso - prosegue infine Alfano - e lo farò. Le mie parole probabilmente risulteranno controcorrente, non mi interessa".

"E' una vergogna. E’ il fallimento dello Stato italiano, è la resa della giustizia italiana. Lo Stato italiano - conclude Sonia Alfano - non può vivere di ricordi in tema di lotta alla mafia. Sulla lotta alla mafia, lo Stato italiano ha nuovamente fallito. Dovrebbero avere il coraggio di andare a casa". (di Francesco Bianco)

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