«Magellano», il nuovo disco di Francesco Gabbani

Igor Principe
[Credits: ufficio stampa]

Ce l’ha nel sangue, Francesco Gabbani, l’ironia. A chi gli chiede perché il suo secondo disco si intitoli Magellano, risponde di getto: «Perché chiamarlo Tom Tom suonava male». Comincia così l’incontro con i giornalisti per presentare, appunto, il nuovo lavoro discografico del musicista che ha vinto il Festival di Sanremo 2017 e che sta letteralmente spopolando con Occidentali’s Karma. Era forse dai tempi di Luce (Tramonti a Nord Est), con cui Elisa si impose nel 2001, che il brano vincitore del Festival non incontrava un tale successo.

Non Tom Tom, quindi, ma Magellano. L’idea che sottende il titolo è quella del viaggio. Interiore, più che geografico. «Quel nome rappresenta il coraggio di scoprire l’ignoto, di andare oltre a ciò che è scontato, di fare riflessioni per un percorso dentro di noi che ci permetta di conoscerci e di accettarci per quel che siamo», spiega Gabbani confermando l’altra sua cifra artistica: quella di chi ama fermarsi e riflettere. Occidentali’s Karma (c’è, nel disco: traccia numero 3) è esaltata da un incedere ritmico che un po’ nasconde la critica agli occidentali giocosi nel cercar se stessi nelle filosofie orientali; ma il testo, un gioco ironico di riferimenti letterari e filosofici, esprime una sostanza.

Il fil rouge del viaggio – «non l’abbiamo pensato prima di suonare, ma l’abbiamo scoperto mano a mano che il disco nasceva», ha precisato l’autore – emerge nettamente in quello che sarà il secondo singolo estratto da Magellano. Si intitola Tra le granite e le granate, e di nuovo intreccia ironia e riflessione parlando di chi idealizza la vacanza contemporanea, di chi carica il periodo del riposo di aspettative poi disattese e quindi nocive, capaci di trasformare un momento lieto in un incubo.

E dire che Gabbani non è propriamente un viaggiatore. «Per esserlo c’era bisogno di tempo e denaro, e io ho preferito investirli in ciò che mi interessa di più: la musica – ha detto -. E poi non dimentico un insegnamento zen: “Ha girato il mondo in lungo e in largo, ma una volta a casa si è reso conto di non essersi spostato di un millimetro”».

Di nuovo, spazio alla sostanza delle cose, cui Gabbani resta aggrappato malgrado da qualche mese viva in un vortice di successo e accadimenti. I prossimi sono la partecipazione all’Eurofestival, agli MTV Awards nella veste di presentatore ospite, al concerto del 1° Maggio. E un tour di 28 date, in partenza il 19 giugno a Verona e in arrivo il 22 settembre a San Vito Lo Capo (Trapani). Sull’Eurofestival, ha idee chiare: «Non mi aspetto di vincere, anche se dicono che sia tra i favoriti. Vorrei evitare che la delusione sia proporzionale all’illusione, sicché farò la cosa che faccio sempre: sarò me stesso, naturale e non ricorrerò ad alcun escamotage».

[Credits: Yahoo Notizie]

Insiste molto, nel raccontarsi, sulla normalità di una vita fatta di musica. «È stato detto che stavo per abbandonare l’idea di fare il musicista, e non è del tutto corretto – ha spiegato -. Certo, avevo quasi lasciato da parte l’idea di essere uno che canta e sta sul palco, ma mai quella di vivere di musica. Non è necessario essere famoso per farlo, e io comunque lo stavo facendo come autore, per Celentano o per Renga o per altri. La mia soddisfazione è aver fatto della musica il centro della mia vita».

Magellano, edito da BMG, esce il 28 aprile nei negozi. È fatto di nove canzoni: questa la tracklist.

  1. Magellano
  2. Tra le granite e le granate
  3. Occidentali’s karma
  4. A momen of silence
  5. La mia versione dei ricordi
  6. Susanna, Susanna
  7. Foglie al gelo
  8. Pachidermi e pappagalli
  9. Spogliarmi
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